Un gesuita e i suoi censori. La vicenda di Isaac-Jseph Berruyer (1681-1758)
Il gesuita francese Isaac-Joseph Berruyer ci ha lasciato un'imponente produzione di parafrasi commentate della Sacra Scrittura che, se hanno ottenuto all'epoca un grande successo, sono state anche attaccate e condannate da Roma. L'accusa rivolta al suo modo di esporre può riassumersi in un aggettivo: "burlesque". Nell'ottica dei censori è il mescolarsi di generi a creare disagio. Berruyer parla della Bibbia col registro lieve del romanzo: ciò non è consono allo stile solenne, grave, della Scrittura. Un'accusa che emerge, tra quelle che gli vengono mosse, si potrebbe chiamare rigiudaicizzazione della Scrittura. Berruyer rilegge la vita di Gesù e della Chiesa primitiva alla luce di quello che oggi chiameremmo giudeo-cristianesimo: Gesù non avrebbe inteso rivolgersi ai pagani e l'attività degli apostoli si sarebbe concentrata in Terra Santa. Ricostruendo il dibattito suscitato dalle opere di questo esegeta «paradossale», senza pretendere di esaurirne la figura e la ricezione, il libro affronta la storia della sua censura e le modalità di costruzione della stessa.
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Anno edizione:2019
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