Il Giappone e il sacro
Il volume risponde alla domanda: «Chi è l’homo religiosus giapponese? Quale è la sua esperienza del sacro?». Si deve partire dallo shintō arcaico. Lo shintō è la «via degli dèi» e i numerosissimi Kami sono l’aspetto sacro di questa via e possono nascondersi in realtà diverse e inaspettate. L’uomo deve mostrarsi prudente, con riti appropriati, per ottenere la benevolenza. Dalla Corea arriva il buddhismo che si espande tra la fine del 500 e l’inizio del 600. Con la ripresa, nel 700, del culto degli antenati e dei Kami, i monaci buddhisti tentano di assimilare i Kami ai bodhisattva, salvatori mitici del buddhismo. Si formano così dottrine sincretiche con simbiosi di buddhismo e shintoismo. Accanto a ogni tempio shintō viene costruito un tempio buddhista. Due forme di buddhismo importate dalla Cina si diffondono in Giappone: l’Amidismo e lo Zen. L’Amidismo si trasforma in una vera religione: il buddhismo della fede. Lo Zen è il buddhismo della meditazione e preconizza il risveglio spirituale istantaneo. Il volume descrive i luoghi del sacro, l’importanza del corpo umano, i pellegrinaggi, le grandi scuole di pensiero, come la scuola di Kyoto, il buddhismo esoterico, la danza religiosa e la grande importanza del teatro sino agli aspetti culturali dello sciamanesimo. Taoismo e confucianesimo non attecchiranno in Giappone, dove attualmente resta grande resta la ricerca del sacro.
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Anno edizione:2026
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