Il giardino dei ciliegi
La lingua di Čechov restituita con naturalezza, ritmo e immediatezza, preservando pause, ironia, contraddizioni e differenze di registro senza appesantirle con un italiano inutilmente distante dal lettore di oggi. Non soltanto temi e personaggi: spazio scenico, silenzi, ritmo, azioni minime, attese, entrate, uscite e rapporti fra ciò che viene detto e ciò che realmente accade. Ljubov', Lopachin, Gaev, Anja, Varja, Trofimov e Firs vengono letti attraverso il loro diverso rapporto con passato, presente e futuro. La proprietà appartiene inizialmente ai Ranevskij, l'iniziativa a Lopachin; poi, mentre tutti aspettano, storia e denaro ridistribuiscono definitivamente le posizioni. È davvero una commedia? Lopachin salva o distrugge? Trofimov parla per Čechov? Il giardino è soltanto bellezza o anche memoria della servitù? Perché Firs viene dimenticato? Una lettura anticonvenzionale dell'opera come grande commedia sul ritardo umano: sappiamo spesso che qualcosa sta finendo molto prima di riuscire a comportarci come se fosse vero. Una famiglia ritorna nella propria casa di campagna. Il giardino dei ciliegi è ancora lì, magnifico come nei ricordi. Ma la proprietà è sommersa dai debiti e sta per essere venduta all'asta. Lopachin, ricco commerciante figlio di una famiglia di servi che un tempo lavorava proprio su quelle terre, propone una soluzione: distruggere il giardino, dividere il terreno e costruire case da affittare. Ljubov' Andreevna e suo fratello Gaev ascoltano, ricordano, sperano e rimandano. Il tempo, invece, non rimanda. Il giardino dei ciliegi racconta molto più della perdita di una proprietà. Mette sulla stessa scena una Russia che scompare e quella che sta arrivando, una famiglia incapace di separarsi dal proprio passato e un uomo che può finalmente comprare la terra sulla quale i suoi antenati erano servi. Čechov definiva la sua opera una commedia, e proprio qui si trova una parte della sua modernità: le persone possono essere ridicole mentre stanno perdendo tutto, possono parlare di cose irrilevanti nel momento decisivo e possono sapere perfettamente che qualcosa finirà senza riuscire a fare nulla per impedirlo. Questa edizione Fermento presenta Il giardino dei ciliegi con una traduzione in italiano contemporaneo e la accompagna con un apparato interpretativo specificamente dedicato al teatro: contesto storico e scenico, guida alla lettura dello spettacolo, analisi della macchina drammaturgica, personaggi interpretati come forze del cambiamento, mappa del potere nei quattro atti, laboratorio di regia, quindici grandi questioni interpretative e sessanta annotazioni approfondite.
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Anno edizione:2026
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