Un diario confessione senza filtri, in cui il protagonista ammette e prende atto di avere un problema di dipendenza dal gioco d'azzardo. Scritto in maniera semplice e scorrevole, ci si immedesima immediatamente nel Germano protagonista, ragazzo modello e secchione a scuola. Manca qualcosa però nella sua vita, e quel qualcosa lo andrà a cercare nel gioco, che diventerà la compensazione psicologica a quella mancanza, il compagno quotidiano, l'amico che gli è sempre mancato. Ci sono momenti nel corso della narrazione in cui l'angoscia che prova il protagonista è quasi palpabile, merito dell'autore che è riuscita a renderla sulle pagine. Nel complesso un libro che consiglio assolutamente per conoscere più approfonditamente la realtà, attualissima, delle dipendenze dal gioco.
Il giocatore. Il virus dell'azzardo
Una vita normale, la chimera dei soldi facili, l'occasione propizia e un paio di contingenze favorevoli contribuiscono a fomentare il virus dell'azzardo fino ad allora dormiente. Da lì in poi la strada si fa sempre più buia, un tunnel in fondo al quale non c'è luce. Il gioco diventa compagno quotidiano, un riempitivo, un riscatto dalla desolazione dei rapporti sociali e un palliativo per la solitudine. Un demone che non fa sconti.
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2012
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In commercio dal:1 gennaio 2012
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luigi vangone 19 maggio 2016
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