Grisbì (DVD) di Jacques Becker - DVD
Grisbì (DVD) di Jacques Becker - DVD
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Grisbì (DVD)
Disponibile in 1 gg lavorativo
22,00 €
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Descrizione


Due gangster parigini vogliono andare in pensione dopo aver fatto un grosso colpo. Il capo della banda rivale per costringerli a rivelare il piano rapisce uno dei due uomini.

Informazioni dal venditore

Venditore:

Dettagli

1954
DVD
8009833409716

Informazioni aggiuntive

  • General Video, 2012
  • Medusa Home Entertainment
  • 90 min
  • Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Francese (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Italiano per non udenti
  • Full screen

Valutazioni e recensioni

  • Signori, il cinema nel suo pieno realizzarsi, la tensione dei volti, il ritmo ora lieve ora sincopato, il magnifico bianco e nero, il gigante Gabin appena tornato dagli USA che riprende in mano la Francia tutta, il "nostro" Lino Ventura mai così cattivo, la splendida musa Jeanne Moureau, i gangster o, come si dice sulla riva gauche della Senna, i truand, il malloppo che qualcuno ha sottratto a qualcun altro e per il quale molti pagheranno un prezzo altissimo. Signori, il cinema.

Conosci l'autore

Foto di Jacques Becker

Jacques Becker

1906, Parigi

"Regista francese. Dopo aver diretto con J. Prévert due mediometraggi nel 1935, esordisce, nel lungometraggio con Dernier atout (Ultima possibilità, 1942); lo stesso anno ottiene un discreto successo con La casa degli incubi, interessante opera corale ambientata nella Francia occupata. Segue nel 1952 Casco d’oro con S. Signoret, cruda storia di amore e violenza in un sobborgo parigino. Nel 1954 dirige il cupo e introspettivo Grisbi, storia di un’amicizia fra due gangster che F. Truffaut ha definito «il miglior film noir di sempre». Dopo Le avventure di Arsenio Lupin (1957), nel 1958 dirige Montparnasse, biografia del pittore A. Modigliani sceneggiata da M. Ophüls poco prima di morire. Il suo ultimo film è Il buco (1960), memorabile racconto di un tentativo d’evasione: è forse il punto più...

Foto di Jean Gabin

Jean Gabin

1904, Parigi

Nome d'arte di Jean-Alexis Moncorgé, attore francese. Grazie al padre, artista di primo piano dei caffè concerto parigini, entra nel 1924 nel «tempio» delle Folies-Bergère come figurante. Apprende poi le basi del mestiere nelle compagnie di giro e sulle assi dei cabaret e music-hall e dal 1930 ottiene diverse parti come coprimario sui set, soprattutto in commedie brillanti e musicali. Nel 1934 incontra J. Duvivier, regista che assieme a J. Renoir e M. Carné si accingeva a codificare drammaturgicamente gli elementi peculiari del clima e del sentimento della Francia «frontista» di quegli anni nella corrente cinematografica del «realismo poetico», di cui G. con i suoi memorabili personaggi diviene l'attore-feticcio. Il sodalizio con Duvivier comincia da Il giglio insanguinato (1934), opera ancora...

Foto di Lino Ventura

Lino Ventura

1919, Parma

"Nome d'arte di Angelo Bonini, attore italiano. Nato a Parma, segue nel 1927 i genitori in Francia dove, dopo aver fatto i mestieri più disparati, esordisce sullo schermo in un ruolo secondario (Grisbì, 1954, di J. Becker) ma ottiene un successo che gli permette di recitare come protagonista in numerosi film «neri» (Ascensore per il patibolo, 1958, di L. Malle) o avventurosi (Un taxi per Tobruk, 1961; Asfalto che scotta, 1960, di C. Sautet) che lo rendono uno degli attori più popolari in Francia e all'estero (La ragazza in vetrina, 1960, di L. Emmer; Il giudizio universale, 1961, di V. De Sica). Specialista in personaggi di simpatico «duro», sempre caratterizzati da una pro­fon­da umanità e da una vena di malinconia, fornisce nei film successivi buone prove drammatiche, grazie a una tecnica...

Foto di Jeanne Moreau

Jeanne Moreau

1928, Parigi

"Attrice francese. Studia al prestigioso Conservatoire, l’Accademia d’arte drammatica parigina, e viene accolta nei ranghi della Comédie-Française in cui assimila l’impostazione classica e la confidenza con la tecnica. I suoi esordi cinematografici non le prospettano parti memorabili, pur in pellicole del calibro di Grisbi (1954) di J. Becker. La svolta avviene grazie a L. Malle, che in Ascensore per il patibolo (1958) le cuce addosso la parte di Florence, la moglie fedifraga che induce l’amante a ucciderle il marito. La forza innovatrice del film, già imbevuto di precetti Nouvelle vague, trova nella bellezza ambigua, tutt’altro che rassicurante, della protagonista una vera musa e la candida al successivo Les amants (1958), sempre di Malle, film scandaloso per l’epoca, incentrato sulla sensualità...

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