Il filo conduttore di "Gulliver e la qualità" è il lungo viaggio dell'autore alla ricerca di una risposta alla domanda: "Dove sta la qualità?". Il percorso è una sorta di autobiografia che permette di rivivere alcuni momenti della storia della più grande impresa siderurgica italiana. Il libro è il resoconto amaro di un fallimento e si propone come lezione per un futuro migliore non solo nel mondo della produzione di beni tangibili, ma anche e soprattutto per il più ampio contesto dell'erogazione di servizi, in particolare l'Amministrazione Pubblica. L'amarezza che emerge in gran parte del volume, pur se velata da una sottile ironia e qualche volta da una pungente e irriverente satira, deriva dal fatto che forse esisteva la possibilità di contrastare il collasso. L'autore avanza la "sua" spiegazione e, come l'eroe di Swift, racconta le sue esperienze fino all'approdo alle sponde della qualità globale e al ritorno in un mondo che non gli crede, nel tentativo di traghettare almeno il lettore nell'universo da lui esplorato.
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Anno edizione:2010
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