Ho amato questo libro: tragico, violento e pieno di poesia. Una storia in cui bellezza e orrore si susseguono e si confondono, cosi come accade nella vita.
Ho paura torero
Nella grande tradizione sovversiva del romanzo latino-americano, sospeso tra la realtà e il sogno, la quotidianità e il mito, con una prosa sensuale, scoppiettante e malinconica, Pedro Lemebel narra di un amore proibito che si intreccia con la storia politica di un paese.
«A Lemebel non serve scrivere poesie per essere il più grande poeta della mia generazione. Nessuno tocca le profondità dell’animo come lui.» - Roberto Bolaño
«Ho paura torero è un inno alla dignità: mostra come si possa sopravvivere alla brutalità del potere con grazia e fierezza. Un dono quanto mai necessario.» - The Guardian
«Arte e militanza sposano una lingua eroticamente neobarocca nel romanzo di Pedro Lemebel, il cui protagonista è un travestito di mezza età, che ricama per le signore.» - Francesca Lazzarato, Il Manifesto
Nella primavera dell’86, le notti a Santiago del Cile trascorrono funeree, trafitte da spari, grida e luci di camion blindati. La protesta dilaga e, negli empori dei quartieri poveri, dove vendono un quarto di zucchero a credito, la gente si chiede se quello non sia l’anno buono perché la dittatura venga spazzata via. In uno di questi quartieri, in una casetta macilenta, vive la Fata dell’angolo, un travestito che abita appunto all’angolo della strada. Nelle sue mattine di finestre spalancate, lo si sente spesso cantare “Ho paura torero, ho paura che stasera il tuo sorriso svanisca”. Tutto il quartiere sa che ama intonare vecchie canzoni in falsetto, ricamare tovaglie con cherubini e uccellini per le signore dei quartieri alti, truccarsi come una mammoletta dalle sopracciglia increspate. “Gli manca solo il fidanzato,” bisbigliano dalle case di fronte. Nella sua vecchia soffitta, liberata da sorci, fantasmi e scarafaggi, la Fata dell’angolo però ospita già un ragazzo che le fa battere il cuore. Il ragazzo dice di chiamarsi Carlos e di essere uno studente universitario. In realtà è un militante del Fronte patriottico, Manuel Rodríguez, che usa la soffitta per incontrarsi clandestinamente con i suoi compagni di lotta. Per amore, l’amore di un cuore avvezzo alle passioni impossibili, la Fata dell’angolo accetta le mezze verità di Carlos e gli incarichi pericolosi che il ragazzo le affida. Finché un giorno, lungo la strada che scende verso la capitale, il destino di Carlos si incrocia con quello di Pinochet, il dittatore tormentato dagli incubi della sua infanzia e dalla paura della morte.
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Anno edizione:2026
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giorgia 25 febbraio 2026L'ho amato
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FRANCESCO DELL'ACQUA 02 agosto 2020
Una favola rivoluzionaria. Da leggere.
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Una storia d’amore impossibile nel Cile di Pinochet tra un travestito, la “Fata d’angolo”, e un giovane rivoluzionario che lotta contro la dittatura intervallata dal racconto di un Pinochet tormentato dagli incubi e dalla sua logorroica moglie. Un bellissimo romanzo che ironizza amaramente sulla dittatura (molto divertente il personaggio della logorroica e superficiale moglie del dittatore) e che affronta il tema dell’amore da parte di un travestito che nonostante l’età e la decadenza fisica spera disperatamente di conquistare l’amore del giovane Carlos. Un gran bel libro che fa sorridere amaramente e anche riflettere sulla presa di coscienza della dittatura: molti non vogliono vedere o trovano molto comodo lo status quo, altri disinteressati o superficiali iniziano a capire le ragioni di chi viene fatto passare per un terrorista. Inoltre si affronta il tema dell’omosessualità cercando di andare oltre i soliti pregiudizi o gli stereotipi del travestito che si occupa solo di vestiti o trucchi senza vivere in maniera impegnata la propria esistenza. Infine, troviamo una bellissima e romantica passione d’amore al di fuori dei soliti canoni: la fata ama Carlos e per lui è disposta a fare ogni cosa, anche trasformare la sua casa in un covo per rivoluzionari fingendo di non aver capito chi siano veramente. E qui la femminilità e l’estro artistico della fata emergono trasformando casse “sospette” in colorati e scintillanti mobili da arredo che riflettono una personalità istrionica. Un aspetto molto divertente è la passione della fata per le canzoni d’amore romantiche e sdolcinate del passato: quanto mi sarebbe piaciuto leggere questo romanzo avendole in sottofondo!
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