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Illusioni e libertà. Benjamin Constant e gli antichi
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Protezione delle libertà individuali o degli affari privati, riduzione dello Stato a garante o della politica all'esprit commerçant, primato della società civile o trionfo del mercato: comunque li si intenda, questi tratti generalmente associati al liberalismo si estendono al modo in cui viene per lo più interpretata la filosofia politica di Benjamin Constant (1767-1830). Il suo Discorso sulla libertà degli antichi, paragonata a quella dei moderni (1819) fa autorità per la tesi che vede nel liberalismo la teoria della modernità politica per eccellenza, fondata sul programmatico rifiuto degli antichi, i 'democratici Greci come l''antico regime . Alle celebri pagine in cui Constant demistifica l'anacronistica emulazione di Greci e Romani durante la Rivoluzione francese, fanno tuttavia da controcanto quelle in cui investe la storia antica di un valore esemplare, come l'esperienza privilegiata dei soli popoli per cui la parola libertà abbia avuto un senso prima di noi. L'immagine delle repubbliche antiche, apprezzata nel suo insieme, permette di considerare sotto una luce nuova i concetti-chiave del pensiero politico constantiano e i loro dilemmi: qual è, in politica, lo statuto d'illusioni e credenze' Come è possibile preferire il giogo di un despota alla libertà nelle leggi' Come mantenere la libertà, o rinconquistarla'
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Autore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2001
In commercio dal:
23 novembre 2001
Pagine:
226 p.
EAN:
9788843020348