Immaginare e sentire. Per una estetica fenomenologica
Il reale in cui viviamo è sempre un reale mediato dall'immaginazione: senza immaginazione non ci sarebbe il mondo così come lo viviamo. In un mondo di pura percezione non potremmo vivere da uomini. Del resto, non appena l'immaginazione viene meno il mondo diventa mera immagine, superficie, non ci si sente più avvolti nell'essere. Si diviene un soggetto posto davanti a una rappresentazione. Ecco perché volendo esplorare il concetto di immaginazione dovremmo evitare di trattarla come un'esperienza isolata. Comprendere l'immaginazione non significa portare alla luce sue presunte caratteristiche pure, cioè astoriche, ma descrivere come essa, oggi, si leghi e si intrecci con gli altri momenti dell'esperienza, per esempio con il ricordo, con l'esperienza dell'altro, con le attese, con il desiderio e la nostalgia e, in particolare, con il sentire. Il saggio è un'analisi storica e fenomenologica attraverso le parole chiave della facoltà dell'immaginazione, nella storia del pensiero e dell'arte.
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Anno edizione:2026
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In commercio dal:31 maggio 2026
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