Era la prima volta che leggevo un thriller svedese per cui ero decisamente curiosa. Il mio giudizio complessivo sul romanzo é positivo. Il romanzo é ambientato nella città reale di Strangnas, pertanto la maggior parte dei luoghi (come afferma lo stesso autore all’inizio del romanzo) sono reali. L’autore é stato molto abile nel passare dalle vicende ambientate nel presente a quelle del passato e viceversa. Non si limita a raccontare brevemente del duplice omicidio avvenuto tanti anni prima ma a raccontare l’intera indagine e le varie situazioni che si vennero a creare. Per un attimo mi é venuto in mente il telefilm Cold Case. E’ stato molto credibile nel raccontare l’organizzazione del corpo di polizia, della redazione del giornale e del manicomio. Anche la descrizione dei personaggi é realistica e accattivante. In realtà é solo il lettore ad avere la completa visione di ciò che sta accadendo perché molti personaggi non sono a conoscenza di ciò che hanno scoperto gli altri. L’unica pecca di questo romanzo é la quantità industriale di personaggi (per fortuna l’autore ne ha fatto una lista all’inizio del romanzo) e il fatto che il lettore si ritrova a cambiare continuamente punto di vista (sia nelle vicende del presente che quelle del passato). Praticamente il lettore viene a conoscenza dei pensieri di quasi tutti i personaggi (all’inizio é un pò strano perché ad ogni fine paragrafo mi chiedevo chi sarebbe stato il prossimo punto di vista). E’ un romanzo con una suspance che cresce man mano che preocede la storia e risce a tenerti col fiato sospeso fino all’ultima pagina, una trama non banale, ben scritto e con descrizioni dei luoghi così realistiche che sembra di averle davanti agli occhi. Un thriller emozionante ed é davvero difficile metterlo via.
Gennaio 1965. Nella tranquilla cittadina di Strängnäs un uomo e una donna vengono ferocemente uccisi durante una violenta bufera di neve. Lui è appena scappato da un ospedale psichiatrico, lei è la ragazza più bella e corteggiata della città. Novembre 2005. Fredrik Gransjo, un giovane e ambizioso giornalista, arriva a Strängnäs per fare un'inchiesta sul vecchio manicomio. I suoi articoli riaprono il caso del duplice omicidio di quarant'anni prima, che - come il giovane scopre a sue spese quando rimane coinvolto in una spirale di ritorsioni e nuovi misteriosi delitti - nasconde molte scomode verità. Ma Fredrik non è l'unico interessato a far luce su questa oscura vicenda... e le ceneri mai spente di un odio antico tornano a incendiare l'incubo bianco.
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Anno edizione:2010
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VINCENZO RENDINA 19 novembre 2010
Cosa sconvolge una città tranquilla come Strängnäs? Un duplice omicidio servito impietosamente dall'abbraccio gelido dei venti nordici. Ma è un semplice delitto passionale o c'è qualcos'altro? La domanda trova una risposta tanto frettolosa quanto semplice pur di celare una verità ben più complessa e sconvolgente. I colpevoli restano nascosti nell'ombra di una bufera di neve per lungo tempo fin quando l'articolo del giornalista Fredrik Gransjo sul manicomio della città non riporta a galla vecchi scheletri e questioni irrisolte, ricatapultando Fredrik nell'incubo bianco della cronaca nera da tempo lasciata.
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M.PIA SCOPPOLA 27 settembre 2010
Il fatto di essere svedese non significa, ipso facto, che si sia ottimi scrittori e ottimi costruttori di gialli. Raramente mi è capitato di leggere una storia così farraginosa, contorta, superficiale e sfuggente. Glissiamo pure sui refusi, gli errori, le mancanze che non sono ascrivibili all'autore ma, piuttosto, ad un editore che ritiene giusto offrire, a fronte di un costo relativamente basso, un prodotto "tirato via", privo di qualsivoglia cura, raffazzonato e pressapochista. Non è possibile, però, glissare sulla assoluta mancanza di spessore del romanzo, sulla sua prevedibilità e sul fatto che, nonostante tutta la buona volontà da parte di chi legge, non suscita neanche la più pallida scintilla d'interesse. Il carattere dei personaggi è tratteggiato, ma mai approfondito; i luoghi sono descritti poco, male ed in maniera monocorde: che l'autore abbia potuto portare avanti la cosa per 312 pagine è il solo merito che mi sento, in tutta coscienza, di riconoscergli. Io non ci sarei riuscita, lavorando così poco sul resto. Dimenticavo: questo libro può a buon diritto fregiarsi di un altro primato: sono davvero pochi i libri del tutto ed assolutamente irrecuperabili, e questo, invece lo è. Credo che la carta (scadente) sulla quale è stampato valga molto, ma molto di più.
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