Ho conosciuto la Bazterrica quest’estate con Cadavere squisito, che reputo uno dei libri migliori letti nel 2025 e che purtroppo è tutto quello che Le indegne non è riuscito ad essere: una denuncia sociale ben centrata, coerente, affilata e stimolante. Venendo da una lettura di questo tipo, ed essendo particolarmente appassionata dell’argomento “fanatismo religioso”, nonché del genere distopico, ero sicura che Agustina avesse messo a bollire in pentola tutti gli ingredienti per sfornare un piatto stellato. L’esperienza di lettura, invece, è stata più simile al mangiare gli avanzi riscaldati del giorno prima: una sbobba informe, insipida, tiepida. Tante idee di critica sociale diverse (cambiamento climatico, intelligenza artificiale, settarismo religioso) ma nessuna ben sviluppata e approfondita, un’accozzaglia di episodi buttati lì senza un focus centrale, spunti di riflessione nebulosi che non sollevano le domande giuste e non mettono in discussione le certezze del lettore, tutte cose che so che la Bazterrica sa fare e che quindi mi dà ancora più fastidio che qui siano mancate. Peccato per le potenzialità inespresse di questo romanzo, un po’ l’equivalente del“è intelligente, ma non si applica”. Rimando la Bazterrica a settembre e spero recuperi con le sue prossime opere.
Le indegne
Il nuovo romanzo di Agustina Bazterrica ci porta in un futuro distopico devastato dalla catastrofe climatica. La protagonista ci racconta la sua storia e quella delle sue “sorelle” in prima persona, attraverso un diario che scrive di nascosto perché scrivere è proibito, in cui racconta tutto quello che sta succedendo, anche se ha troppa paura di usare certe parole e ha volte non vuole ricordare perché fa troppo male. Ma la scrittura è anche il mezzo per ricordarsi da dove viene e trovare il coraggio di disobbedire. La protagonista, dopo avere vagato a lungo per terre devastate, come altre donne trova rifugio in una specie di convento gestito da una setta religiosa basata su una rigida gerarchia: ci sono le serve, le indegne come lei, le elette e le Illuminate, le uniche in grado di prevedere le catastrofi e di interpretare il linguaggio divino, le uniche ad avere il permesso di vedere “Lui”, colui che è a capo di tutto. Torture, sacrifici e terrificanti cerimonie in nome dell'Illuminazione, tutte le donne devono sottostare agli ordini severi della Sorella Superiora. Una perturbante distopia, con un linguaggio metaforico ed evocativo, nella quale risplende la natura oscura di una falsa divinità, di un dio abusivo, ma anche l'essenza furtiva, eppure dirompente, dell'amicizia e dell'amore e un senso del magico che va oltre il tangibile.
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Ari 05 gennaio 2026Forse avevo aspettative troppo alte
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Pagine_e_inchiostro 04 gennaio 2026Le indegne
Nel suo nuovo romanzo, la Bazterrica immagina un futuro segnato dal collasso ambientale e sociale. La storia è affidata alla voce della protagonista, che scrive di nascosto un diario (in un mondo in cui la scrittura è proibita), per conservare la memoria di ciò che ha vissuto e trovare la forza di resistere. La protagonista si trova in una sorta di convento governato da una comunità religiosa rigidamente strutturata: esistono le serve, le “indegne” come lei, le elette e infine le Illuminate, un gruppo ristretto che sostiene di interpretare la volontà divina e di prevedere le catastrofi. Solo loro hanno il privilegio di accedere a “Lui”, figura maschile che detiene il potere ultimo. Il convento, però, non è un luogo di protezione: diventa uno spazio di coercizione e controllo, fatto di sacrifici, rituali e punizioni corporali eseguite in nome dell’Illuminazione. Il romanzo si muove tra distopia, horror a sfondo religioso e speculative fiction, rielaborando alcuni temi classici del genere: distruzione ecologica, carenza di risorse, chiusura settaria e le dominazioni oppressive. Nonostante le premesse, la mia esperienza di lettura è stata nel complesso deludente. Ho trovato lo stile estremamente asciutto e uniforme, al punto da risultare piatto e poco coinvolgente. Le scene di violenza mi sono sembrate inserite più per shockare, che per sostenere davvero lo sviluppo narrativo. Inoltre, anche a metà del romanzo, la struttura gerarchica della comunità e molti elementi del mondo distopico restavano ancora ignoti. Per me, purtroppo, il libro non ha funzionato, nonostante le alte aspettative.
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Miagolini89 02 gennaio 2026bello e realmente disturbante
Comprato subito dopo aver finito cadavere squisito della Stessa autrice. Bellissimo ma meglio il primo! Molto molto inquietante.
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