Inventario, Stime ed Esito delle Robe del Soppresso Convento di San Giovanni di Fivizzano 1786
La presente pubblicazione ci consente di fare luce sulla famiglia agostiniana nella vita della comunità fivizzanese come punto di riferimento della cultura cittadina grazie a predicatori, teologi ed esponenti della curia romana come Andrea da Fivizzano, Leonardo da Valazzana, Agostino Molari e Alessio Casani, vissuti nei secoli XV e XVI. Nel libro Francesco Leonardi traccia la storia del convento di San Giovanni degli Agostiniani: sorto nel XIV secolo per volontà di Puccio di Duccio della Verrucola Bosi, antenato di Andreola, madre del papa Niccolò V, assunse il suo aspetto definitivo nel corso del Cinquecento; il terremoto del 1920 ha in parte compromesso l'intero complesso. Nel corso dei secoli la chiesa venne dotata di importanti opere pittoriche e scultoree, di argenti sacri e preziosi parati, un aspetto questo affrontato da Claudio Casini. Fu Pietro Leopoldo Asburgo Lorena, granduca di Toscana, a decretare la chiusura del complesso conventuale: era il 19 agosto 1786. Al momento della soppressione venne redatto un inventario dei beni, oggi conservato presso l'Archivio di Stato di Pisa. La trascrizione di queste pagine, a cura di Giuliano Domenichelli, ferma un istante, il momento esatto in cui tutti gli arredi del convento, i libri, gli oggetti sacri della chiesa, per mano di un notaio accompagnato dai frati rimasti, furono inventariati prima della loro dispersione, segnando così la fine di un capitolo fondamentale della storia di Fivizzano. Ma la memoria non si è spenta: quando papa Leone XIV, nel messaggio dopo la sua elezione, si è definito "figlio di Sant'Agostino", i Fivizzanesi ne hanno gioito, memori della lunga presenza dei frati dell'ordine nella loro città.
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Anno edizione:2026
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