Ipse dixit. Le statue parlanti di Roma
Uno dei maggiori desideri degli uomini, in tutti i tempi, è stato quello di avere e gestire il Potere. Al contempo, chi non lo aveva, criticava aspramente coloro che lo avevano, ma aspettava solo l’occasione giusta per prenderlo. Nei tempi moderni, è facile criticare chi gestisce il Potere per la presenza dei “social”, che permettono di comunicare le opinioni in modo rapido e dovunque. Precedentemente, era molto difficile diffondere le critiche al di fuori della propria stretta cerchia familiare, comunale o cittadina. Il sistema adatto a diffondere rapidamente le disapprovazioni fu trovato nella Roma papalina del XV-XVI secolo. Le “Statue Parlanti” furono utilizzate per posizionarvi al collo dei messaggi o delle semplici rime, tutte di autori ignoti, e tutte scritte “in volgare”, che criticavano con arguzia ed ironia i comportamenti negligenti dei Papi e dei potenti. Questi scritti erano poi letti, al mattino, da coloro che sapevano leggere, che poi li leggevano al resto della popolazione analfabeta.
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Anno edizione:2026
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In commercio dal:24 febbraio 2026
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