Killing in war
La maggior parte di noi accetta che in guerra possa essere lecito uccidere. Killing in war mette in discussione la dottrina tradizionale dell’uguaglianza morale secondo cui combattenti di guerre giuste o ingiuste hanno pari diritto a uccidersi, purché rispettino le regole di condotta bellica. McMahan sostiene che la giustificazione morale per uccidere in guerra è la stessa della legittima difesa: si può colpire solo chi si è reso moralmente responsabile di una minaccia ingiustificata. Combattere in una guerra ingiusta, cioè priva di una giusta causa, è moralmente sbagliato. L’autore critica argomenti come il consenso implicito, l’ignoranza morale e l’obbedienza agli ordini, sostenendo che nessuno di questi elimina la responsabilità morale individuale. Si distingue tra responsabilità morale e scusabilità: partecipare a una guerra ingiusta può essere scusabile, ma ciò non la rende giustificata o lecita.
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Anno edizione:2026
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