Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati - Domenico De Masi - copertina
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Letteratura: Italia
Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati
Disponibilità in 3 gg lavorativi
18,00 €
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Descrizione


Un'inchiesta, una requisitoria e una proposta per vincere la partita del lavoro in undici mosse.

«Disoccupati di tutto il mondo, connettetevi!»

Ormai non esiste famiglia dove non ci sia un figlio, un parente o un amico che non sia disoccupato. Se ne parla come di un appestato, abbassando la voce per non farsi sentire dagli estranei, e comunque sospettando che, sotto sotto, si tratti di un fannullone o di uno scapestra- to. Con la disoccupazione giovanile stabile oltre il 40 per cento, l’Italia è oggi un Paese con milioni di questi fannulloni e scapestrati. Tutte le soluzioni sperimentate finora, compresi i voucher e il jobs act, celano l’intento di ampliare a dismisura un esercito di riserva professionalizzato e docile, disponibile a entrare e uscire dal mondo del lavoro secondo le fluttuazioni capricciose del mercato. Invece bisognerebbe avere il coraggio di affrontare il problema in tutta la sua gravità: la disoccupazione non solo non diminuirà, ma è destinata a crescere. Basta guardarsi intorno: ieri le macchine sostituivano l’uomo alla catena di montaggio, domani software sempre più sofisticati lavoreranno al posto di medici, dirigenti e notai. Insomma, il progresso tecnologico ci procurerà sempre più beni e servizi senza impiegare lavoro umano. E la soluzione non è ostacolarne la marcia trionfale, ma trovare criteri radicalmente nuovi per ridistribuire in modo equo la ricchezza. Per questo i disoccupati e tutti coloro che temono di poterlo diventare, se vogliono salvarsi, devono adottare una precisa strategia di riscatto. Perché pretendere un comportamento e un’etica ritagliati sul lavoro quando il lavoro viene negato? Perché non trasformare i disoccupati in un’avanguardia di quel mondo libero dal lavoro e sperimentare le occasioni preziose offerte da quella libertà? Ciò che oggi si prospetta non è conquistare, lottando con le unghie e con i denti, un posto di ultima fila nel mercato del lavoro industriale, ma sedere nella cabina di regia della società postindustriale. La soluzione è un nuovo modello di sviluppo e di convivenza, che possa condurci verso approdi sempre meno infelici.

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256 p., Rilegato
9788817092265

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Foto di Domenico De Masi

Domenico De Masi

1938, Rotello

Nato a Rotello (Campobasso) nel 1938, Domenico De Masi si era laureato in Giurisprudenza specializzandosi in Sociologia del Lavoro. Aveva collaborato con diverse riviste e testate, come “Il Punto”, “Tempi moderni”, “Nord e Sud”,“Dove” e “Style”. Ha fondato la rivista “NEXT. Strumenti per l'innovazione” e aveva insegnato in diverse università italiane.È scomparso a Roma nel settembre 2023.Aveva anche diretto per l’editrice Clu la collana di scienze sociali e per l’editore Franco Angeli la collana “La Società”.Tra le sue publbicazioni ricordiamo: Il futuro del lavoro (Rizzoli, 1999), Ozio creativo (Ediesse 1991 e Rizzoli, 2000); La fantasia e la concretezza (Rizzoli,...

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