Synnøve corre. Non per scelta, ma perché fermarsi significherebbe guardarsi davvero. Non ha una casa, non ha certezze. Solo un passato che pesa e un barattolo di bottoni che porta con sé, come un modo per tenere insieme i pezzi. Levi, invece, ha scelto il silenzio. Vive a Tromsø, tra neve e aurore boreali, accompagnando turisti in cerca di qualcosa di straordinario… mentre lui continua a nascondere parti di sé che non è pronto a affrontare. Quando le loro strade si incrociano, non c’è niente di improvviso o travolgente. C’è riconoscimento. — È il primo libro che leggo di Rita Nardi e l’ho trovato una lettura estremamente delicata. Si muove nei silenzi, nei piccoli gesti, nelle pause. Synnøve e Levi sono due personaggi segnati, che portano addosso ferite invisibili ma costanti. E proprio per questo risultano autentici. Non cercano di salvarsi a vicenda, ma imparano, lentamente, a restare. L’atmosfera è uno degli elementi più riusciti: fredda, sospesa, quasi ovattata. La Norvegia, con i suoi paesaggi e le sue luci, non è solo uno sfondo, ma parte integrante della storia. È una lettura tenera, che arriva piano. Una di quelle che non travolgono, ma avvolgono. Una coccola.
Leggeri come l'aurora
Il passato insegue sempre chi cerca di sfuggirlo.Synnøve lo sa bene. E anche Levi lo ha imparato sulla propria pelle.Entrambi scappano. Entrambi custodiscono segreti.Entrambi cercano l'anima gemella con cui danzare sotto l'aurora.
Solo chi sopporta il gelo, può amare l'aurora.
Ci sono due tipi di persone: chi corre e chi cammina. Almeno così pensa Synnøve. Lei sta scappando. Non ha quasi nulla con sé, solo un barattolino che riempie di bottoni colorati da quando era bambina. Senza una casa e segnata da un passato burrascoso, conosce solo una regola: non fermarsi mai, continuare a correre persino quando l'inverno stringe la sua morsa. Finché, un giorno, fuori da una caffetteria, incontra Levi. A Tromsø, sospesa tra i ghiacci della Norvegia, Levi accompagna i turisti a caccia di aurore boreali insieme al suo husky, Snow. Quando vede Synnøve vagare senza meta, non riesce a distogliere lo sguardo. Forse per la cicatrice che le attraversa il viso senza cancellarne la bellezza. Forse perché anche lui è fuggito: dal Canada in cui è nato e cresciuto, dalla propria storia, dalla propria identità, che tiene nascosta a tutti, anche a lei. Entrambi scappano. Entrambi sono feriti. Entrambi custodiscono segreti. Ma cercano la stessa cosa: qualcuno con cui ritrovare una leggerezza che credevano perduta. Qualcuno con cui danzare nell'aria dei giorni più freddi, proprio come l'aurora.
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Anno edizione:2026
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Cartaenebbia 12 aprile 2026Una coccola
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liberi leggendo blog 07 aprile 2026
E se l'unico modo per smettere di scappare fosse lasciarsi trovare dal freddo? Benvenuti a Tromsø, dove l'inverno non è solo una stagione, ma un rifugio per anime in frantumi. Oggi vi porto tra i ghiacci della Norvegia per parlarvi di "Leggeri come l'aurora", il nuovo, attesissimo romanzo di Rita Nardi. Dopo il successo straordinario di Liberi come la neve, l'autrice torna a incantarci con una storia che ha la delicatezza di un fiocco di neve e l'intensità di un'aurora boreale. Protagonisti sono Synnøve e Levi: due fuggitivi, due cuori feriti che custodiscono segreti troppo pesanti per essere portati da soli. Preparatevi a scoprire che, a volte, per amare l'aurora, bisogna prima avere il coraggio di sopportare il gelo. 🪶Rita Nardi conferma la sua straordinaria capacità di dipingere sentimenti puri su sfondi mozzafiato. In questo romanzo, il freddo della Norvegia non è un nemico, ma lo scenario perfetto per un incontro che sa di predestinazione. Synnøve vive seguendo una sola regola: non fermarsi mai. Il suo passato è un incendio da cui cerca di scampare, portando con sé solo un barattolo di bottoni colorati, frammenti di un'infanzia che è l'unico bagaglio di una vita senza casa. Una cicatrice le attraversa il viso, segno tangibile di un dolore che non è riuscito a spegnere la sua bellezza, ma che l'ha resa selvatica, inquieta, perennemente in fuga. Dall'altra parte c'è Levi, che insieme al suo husky Snow accompagna i turisti a caccia di aurore. Ma Levi non è solo una guida; è lui stesso un uomo che scappa. Fuggito dal Canada, dalla sua storia e da un'identità che tiene gelosamente nascosta, vede in Synnøve un riflesso di se stesso. Il loro incontro fuori da una caffetteria non è un caso, ma l'impatto tra due solitudini che riconoscono lo stesso silenzio. Continua sul blog...
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