La prefazione di Dacia Maraini sottolinea come la ristampa di questo libro sia un atto di intelligenza. Concordo, perché nella sua “lettera aperta” Goliarda Sapienza racconta l’infanzia, la formazione in una famiglia fuori dagli schemi. Il padre – Giuseppe Sapienza - avvocato, difensore dei poveri e degli ultimi, colto e brillante, eppure genitore distratto; La madre – Maria Giudice - attiva politicamente, prima donna a capo della Camera del Lavoro di Torino. Trascorre le giornate chiusa nel suo studio, a lavorare ed a studiare. Severa e intransigente. compagni, non marito e moglie, entrambi con figli avuti da precedenti relazioni. E Goliarda tira le fila dei ricordi, con difficoltà e dolore snocciola nomi e fatti in un apparente disordine e lasciando tanti sospesi. D’altro canto, era solo una bambina, cresciuta in una Sicilia che tutto vede e tutto sa ma che parla sottovoce, lasciando intendere senza dire. Il mondo racchiuso in un cortile che è un palcoscenico pregno di storie di vita. Banali e ordinarie ma anche incredibili e surreali. Vere, perché spesso la realtà supera la fantasia. Leggende e superstizioni, una religiosità esposta ed eccessiva. Storie di sessualità emancipate e scandalose, di incesti – la stessa famiglia di Goliarda confusa e impacciata da fratelli e fratellastri la politica, il socialismo, il fascismo, la mafia. E, soprattutto, tanta cultura, la lettura, il teatro, la lirica, i Pupi. Lei vuole diventare grande, così sua madre le sarà figlia e lei diverrà madre di sua madre. Vuole crescere perché i grandi hanno sempre mal di testa e sanno tante storie. “Lettera aperta” è il libro di esordio di Goliarda Sapienza e contiene tutte le tematiche che verranno poi sviluppate ne “L’arte della gioia” le cui dinamiche mi sono più chiare dopo aver letto questo libro.
Lettera aperta
"Goliarda Sapienza certamente assomigliava al suo nome che sposa una ardita temerarietà con una dolce saggezza. Così era Goliarda: guerresca e pacifica, aggressiva e mite. Sapeva battersi generosamente per una idea, ma sapeva anche sorridere di sé e degli altri con distaccata ironia. Sapeva difendere con le unghie e coi denti una idea persa o una persona perseguitata ingiustamente ma sapeva anche ritirarsi dietro una finestra per osservare con attenzione silenziosa le persone che passavano per la strada, rimanendo al di là di uno spesso vetro. Quando l'ho conosciuta, forse più di trent'anni fa, era una ragazza snella, con i capelli lunghi sulle spalle, gli occhi grandi, la bocca pronta al sorriso. Aveva conservato, nonostante abitasse a Roma da molti anni, un leggero accento siciliano. Sempre senza soldi, aveva un rapporto col mondo da zingara girovaga e festosa. Continuava a dividersi fra la disperazione e l'entusiasmo. I suoi libri portano l'impronta di una straziata e tenera sicilianità: il suo linguaggio ricco, fastoso, tende ad un lirismo barocco tutto sensualità e dolore". (Dacia Maraini) Contiene il "Ricordo di Goliarda Sapienza" di Dacia Maraini.
-
Autore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Edizione:2
-
Anno edizione:1998
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
-
Stefania 15 luglio 2026Romanzo d’esordio fondamentale
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it