Lettere dall'Italia. Fatti e personaggi, commedie e commedianti
Scrivere del proprio Paese - quando lo si faccia con spirito schietto e sincero - espone alla temibile accusa di disfattismo. È duro dover riconoscere che molta gente trova giusto tacere i propri difetti di fronte agli altri. I più forsennati teorizzano che questa immunità vada estesa a tutti, anche ai peggiori farabutti, purché posseggano il nostro medesimo passaporto. Devo dire con chiarezza che questa idea mi è sempre apparsa perniciosa. Chi sostiene che i panni sporchi si lavano in famiglia, spesso è colui che li insudicia di più. Quanto alla famiglia, ne esiste soprattutto una dove le dubbie virtù della reticenza sono considerate fondamentali: quella mafiosa. Rimarrebbe deluso però chi si aspettasse una collezione di invettive. Non è questo lo spirito del libro, di cui potrei elencarvi fin da ora tutti i difetti, salvo l'unico che credo non abbia: l'animosità. Questo è - o vorrebbe essere - un libro ironico, i cui protagonisti sono maschere in cui ciascuno si può riconoscere, nel bene e nel male.
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Anno edizione:2016
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