- Anno di fondazione: 1885
- Specializzazione: Narrativa angloamericana, classici, storia e saggistica scientifica
- Collane di riferimento: Frontiere, Classici, Experience Light
- Autori rappresentativi: Dorothy Johnson, A.B. Guthrie, Andre Dubus
Mattioli 1885 è una casa editrice indipendente di Fidenza con una storia che affonda le proprie radici nell'Ottocento. Nel 1885 la Stamperia-Libreria Donati Giuseppe, attiva già dal 1853 nell'allora Borgo San Donnino, è passata nelle mani di Adamo Mattioli, dando origine al marchio destinato ad attraversare oltre un secolo di editoria italiana. Già alla fine dell'Ottocento sono apparse le prime opere narrative, mentre nei primi anni del Novecento si è sviluppata un'importante produzione medico-scientifica, strettamente legata anche alla vicina realtà termale di Salsomaggiore.
La fisionomia contemporanea della casa editrice ha cominciato a definirsi soprattutto dal 2000, con l'arrivo alla guida di Paolo Cioni. Alla tradizionale attività scientifica si sono progressivamente affiancate narrativa, storia e saggistica, fino alla costruzione di un catalogo di oltre seicento titoli nel quale occupa una posizione privilegiata la letteratura angloamericana. Più che inseguire i grandi nomi già consolidati sul mercato italiano, Mattioli ha sviluppato una particolare attenzione per scrittori da riscoprire, opere meno conosciute e nuove traduzioni.
Il cuore di questa ricerca è Frontiere, collana dedicata soprattutto alla narrativa contemporanea nordamericana. Ne fanno parte scrittori come A.B. Guthrie, Larry Watson, Rick Bass, James Welch e Dorothy M. Johnson, attraverso i quali il catalogo esplora spesso un'America lontana dalle grandi metropoli: territori di provincia, paesaggi del West, comunità periferiche e personaggi alle prese con il rapporto tra individuo, famiglia e ambiente. A questa linea si affianca Milestones, che ospita tra gli altri i racconti di Andre Dubus, uno degli autori americani maggiormente valorizzati dal marchio.
Un'altra componente fondamentale è il lavoro sui classici, proposti non soltanto attraverso i titoli più celebri, ma recuperando opere meno conosciute o rimaste a lungo fuori catalogo e affidandole a nuove traduzioni. Emblematico è il progetto Mark Twain, avviato nel 2014 e curato da Livio Crescenzi, con l'ambizioso obiettivo di tradurre e riunire l'intera produzione dello scrittore americano. La stessa collana ospita inoltre nuove edizioni di Charles Dickens, mentre Light raccoglie testi brevi, spesso poco noti o inediti in Italia, di autori come Lucy Maud Montgomery, Michail Bulgakov e Louisa May Alcott.
Particolarmente originale è Originals, progetto che sottolinea l'attenzione di Mattioli per il libro inteso anche come oggetto. La collana recupera infatti non soltanto il testo, ma anche la grafica delle prime edizioni originali, riproducendone l'impostazione visiva: tra gli esempi figurano Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald e Angelo, guarda il passato di Thomas Wolfe. È un modo di intendere la riscoperta letteraria che coinvolge quindi sia il contenuto sia la storia materiale dell'opera.
Questa attenzione alla forma ha prodotto anche una curiosità particolarmente significativa: nel 2004 Mattioli 1885 ha commissionato al designer Luciano Perondi un proprio carattere tipografico. Il font è stato selezionato per il Compasso d'Oro e da allora viene utilizzato nelle pubblicazioni della casa editrice, diventando parte integrante della sua identità visiva. Poche realtà editoriali italiane possono vantare un rapporto altrettanto esplicito tra progetto letterario e progettazione tipografica.