António Lobo Antunes è stato uno psichiatra e scrittore portoghese. Ha esercitato la professione di medico psichiatra nell’ospedale Miguel Bombarda della capitale e ha partecipato alla guerra coloniale in Angola come tenente, chirurgo e psichiatra: un’esperienza che ha più volte rievocato, soprattutto nei suoi primi libri. Considerato uno degli autori europei più importanti, le sue opere sono state tradotte in oltre quindici lingue. Il suo romanzo d’esordio, Memória do Elefante, è del 1979. Dalla metà degli anni ottanta si è dedicato esclusivamente alla letteratura. Feltrinelli ha pubblicato Trattato delle passioni dell’anima (1998), L’ordine naturale delle cose (2001), La morte di Carlos Gardel (2002), Che farò quando tutto brucia? (2004), Buonasera alle cose di quaggiù (2007), In culo al mondo (2009), Lettere dalla guerra (2009), Spiegazione degli uccelli (2010), Arcipelago dell'insonnia (2013), Non è mezzanotte chi vuole (2018) e Lo splendore del Portogallo (2019).
Nel 2018 è stato insignito del Premio Bottari Lattes Grinzane 2018, sezione La Quercia.
Nel 2014 ha vinto il Premio Internazionale Nonino, con questa motivazione: "La prosa del narratore lusitano è il canto struggente di un ribelle senza pace che polifonicamente distrugge la sintassi. Uno scrivere dove violenza e malinconia sono immerse in una solitudine metafisica e si intrecciano. Una marea incessante di morte e follia annegate in un crudo realismo, acide passioni inconfessate di un naufragio simbolo del nostro simulacro di felicità".
António Lobo Antunes si è spento il 5 marzo 2026 a Barcellona. Considerato il cantore del Portogallo libero, è stato insieme a Saramago la voce letteraria più autorevole del suo Paese.