‘Lascio andare la mia vita a livello del mare, il buco in cui sono caduto nell’ultimo anno, i pensieri neri che mi sbranano la testa, le lotte disumane per non far crollare tutto. Visto dall’alto, è come se ogni guaio potesse trovare un punto di quiete. È una felicità crudele quella che sento. Ha un prezzo alto, ma quando l’assaggi è impossibile farne a meno.’ @danielenardialpinista Non voglio aggiungere altro, perché troppo è già stato detto. Per capire chi era Daniele e che cosa lo spingeva ad affrontare le sue imprese, basta leggere questo libro. Un libro di risposte alle domande che in molti ci siamo posti e alle critiche che sono state fatte. In queste pagine si respira la sua vera essenza e, grazie alle sue parole, sono riuscita a vedere il mondo attraverso i suoi occhi.
La via perfetta. Nanga Parbat: sperone Mummery
L'avventura di un uomo che, partendo dalla provincia di Latina, tra difficoltà e pregiudizi ha lasciato la propria firma nel mondo dell'alpinismo estremo.
«Se non dovessi tornare dalla spedizione desidero che Alessandra continui a scrivere questo libro, perché voglio che il mondo conosca la mia storia».
«Un alpinista è un esploratore, non resiste a una via di cui si è innamorato, non può sottrarsi al desiderio di tentarla. Perché la visione iniziale è diventata un’idea, e l’idea un progetto a cui pensa tutti i giorni e a cui dedica le sue energie migliori».
Sulla Terra ci sono quattordici montagne che superano gli 8000 metri: il Nanga Parbat è una di queste. La nona in ordine di altezza e una delle piú difficili; in particolare se la si affronta dallo sperone Mummery, che nessuno ha mai salito. Nei suoi cinque tentativi di conquistare la vetta in invernale, Daniele Nardi lo ha provato quattro volte. Quel «dito di roccia e ghiaccio che punta dritto alla vetta» aveva catturato la sua immaginazione. Un percorso cosí elegante da sembrare perfetto. L'impresa di Nardi e del suo compagno di cordata Tom Ballard si è interrotta a un passo dalla conclusione, ma Daniele, come fa ogni alpinista, aveva messo in conto che potesse accadere, e si era rivolto ad Alessandra Carati. Hanno lavorato insieme per quasi un anno. Alessandra lo ha seguito al campo base del Nanga Parbat e, dopo essere rientrata in Italia, è rimasta in contatto con lui fino all'ultimo giorno. Nella posta elettronica aveva un'email che era un impegno: terminare il racconto che Daniele aveva iniziato.-
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Anno edizione:2019
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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thescreamoflove 22 dicembre 2025Recensione a cura di @thescreamoflove
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MATHIAS MAZZETTI 14 settembre 2020
Un libro emozionante, raggelante, scritto molto bene. Fluido e mai noioso
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Un bellissimo libro che racconta l'esperienza e il legame ossessivo di Nardi con il Nanga Parbat. Dopo aver letto il libro in davvero pochissimo tempo mi è però rimasta la curiosità di leggere anche le versioni di altri alpinisti citati nel libro. Di seguito leggerò sicuramente "La versione di Tomek".
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