C’eravamo tanto armati. Storie di ordinarie violenze e di diritti negati
Un saggio dal titolo ironico, al contrario degli argomenti e delle storie che contiene, che narrano di conflitti familiari, in cui il concetto di “armarsi” ha dolorosamente preso il posto di quello di “amarsi”. Un faro che si accende su racconti di amori violenti, di figli contesi e manipolati, di genitorialità omosessuale o disabilità dimenticata, su diritti negati da leggi che non ci sono e da un sistema giudiziario incapace di rapportarsi al nuovo sentire comune e troppo disorganizzato per dare risposte giuste e veloci. Una analisi dei costumi che cambiano, della degenerazione dei social, del rapporto, fallito, famiglia/scuola, del ruolo sociale dell'avvocato.
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Anno edizione:2020
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