Un mondo a tre zeri

Un mondo a tre zeri

Come eliminare definitivamente povertà, disoccupazione e inquinamento

di Muhammad Yunus

 
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Descrizione

A dieci anni dall’inizio di una crisi che non è mai davvero finita, è arrivato il momento di ammettere che gli ingranaggi del capitalismo sono difettosi. Certo, l’economia non si è affatto fermata. Ma alla sua crescita corrisponde una concentrazione sempre più pronunciata della ricchezza nelle mani di pochi. La povertà aumenta in tutti i paesi del mondo, la disoccupazione emargina i giovani e la produzione industriale fuori controllo distrugge l’ambiente. Tuttavia, secondo Muhammad Yunus, un nuovo modello economico esiste già e costituisce la risposta all’economia dell’interesse personale e della diseguaglianza. Da quando Yunus ha cominciato ad articolare l’idea di una nuova forma di capitalismo con lo strumento del microcredito e l’esperienza della Grameen Bank, migliaia di organizzazioni non profit in giro per il mondo l’hanno adottata. E hanno introdotto l’energia in milioni di case bengalesi, hanno trasformato migliaia di giovani disoccupati in imprenditori, hanno finanziato imprese gestite da donne negli Stati Uniti, e hanno portato mobilità, protezione e molti altri servizi nelle zone più povere della Francia. Yunus dimostra che eliminare le diseguaglianze create da un capitalismo sfrenato con le risorse della vita di tutti i giorni è possibile. La strategia è semplice. Si tratta di riconoscere l’inganno del capitalismo classico, secondo il quale la natura umana è egoista e orientata anzitutto all’interesse personale, e di prendere parte a un nuovo sistema economico fondato su una visione più realistica, che riconosca nell’altruismo e nella generosità forze altrettanto fondamentali e potenti.

Quarta di copertina

A dieci anni dall’inizio di una crisi che non è mai davvero finita, è arrivato il momento di ammettere che gli ingranaggi del capitalismo sono difettosi. Certo, l’economia non si è affatto fermata. Ma alla sua crescita corrisponde una concentrazione sempre più pronunciata della ricchezza nelle mani di pochi. La povertà aumenta in tutti i paesi del mondo, la disoccupazione emargina i giovani e la produzione industriale fuori controllo distrugge l’ambiente. Tuttavia, secondo Muhammad Yunus, un nuovo modello economico esiste già e costituisce la risposta all’economia dell’interesse personale e della disuguaglianza. Da quando Yunus ha cominciato ad articolare l’idea di una nuova forma di capitalismo con lo strumento del microcredito e l’esperienza della Grameen Bank, migliaia di organizzazioni non profit in giro per il mondo l’hanno adottata. E hanno introdotto l’energia in milioni di case bengalesi, hanno trasformato giovani disoccupati in imprenditori, hanno finanziato imprese gestite da donne negli Stati Uniti, e hanno portato mobilità, protezione e molti altri servizi nelle zone più povere della Francia. Yunus dimostra che eliminare le disuguaglianze create da un mercato senza regole impiegando le risorse della vita di tutti i giorni è possibile. La strategia è semplice. Si tratta di riconoscere l’inganno del capitalismo classico, secondo il quale la natura umana è egoista e orientata anzitutto all’interesse personale, e di prendere parte a un nuovo sistema economico fondato su una visione più realistica, che riconosca nell’altruismo e nella generosità forze altrettanto fondamentali e potenti.   “Il fine della vita umana su questo pianeta non è semplicemente sopravvivere, ma vivere con grazia, bellezza e felicità. È il nostro compito. Cominciamo oggi.”

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Cosa ne pensa la Stampa

È noto in tutto il mondo come «il banchiere dei poveri»: Muhammed Yunus, Nobel per la pace 2006, l'inventore del meccanismo geniale del microcredito.Maria Teresa Indellicati, Corriere di Romagna

Conosci l'autore

Biografia

Muhammad Yunus
Muhammad Yunus, nato e cresciuto a Chittagong, principale porto mercantile del Bengala, laureato in Economia, ha insegnato all’Università di Boulder, Colorado, e alla Vanderbilt University di Nashville, Tennessee. Ha poi diretto il dipartimento di Economia dell’Università di Chittagong. Nel 1977 ha fondato la Grameen Bank, un istituto di credito indipendente che pratica il microcredito senza garanzie. Oggi Grameen, oltre a essere presente in migliaia di villaggi del Bangladesh, è diffusa in decine di paesi in ogni parte del mondo. Yunus ha ricevuto la laurea honoris causa dell’Università di Firenze nel 2004. Feltrinelli ha pubblicato Il banchiere dei poveri (1998), Un mondo senza povertà (2008), Si può fare! Come il business sociale può creare un capitalismo più umano (2010) e, nella collana digitale Zoom, La promessa del business sociale (2013). Yunus ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2006.

Premi

Nobel per la Pace 2006
Città di Ferrara per i Diritti Umani 2002
Premio Artusi ? Forlimpopoli a Muhammad Yunus 2001

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Su LaEFFE TV

27/05/2018 | 21:10

ANNIKA: CRIME REPORTER

Dagli stessi produttori di Wallander e della trilogia Millennium tratta da Stieg Larsson, su laeffe tornano le indagini della reporter Annika Bengtzon, il personaggio nato dalle pagine dei best-seller di Liza Marklund.Oltre alle cinque precedenti indagini - I dodici sospetti, Studio Sex, Il lupo rosso, Finché morte non ci separi e Freddo sud - la serie si arricchisce di un sesto nuovo episodio: IL TESTAMENTO DI NOBEL.Durante la cerimonia per la consegna dei Premi Nobel, Annika è testimone dell’attentato in cui perde la vita una scienziata. Non appena la reporter dà il via alle indagini, scopre però che non tutto è come sembra…Piena di difetti e testarda, ma anche passionale ed emotiva, Annika si occupa di cronaca nera per il quotidiano svedese Stampa Della Sera.Omicidi, intrighi, scandali politici, ma anche terrorismo, traffico di droga e casi del passato rimasti irrisolti: l’unica cosa che conta per Annika è scoprire la verità.Ma il coraggio e l’intuito con cui affronta ogni caso a volte non bastano: Annika deve fare i conti anche con un passato complicato tenuto nascosto e una «agitata» vita familiare. 

30/05/2018 | 00:45

SOCIAL LOVE

Facebook, Twitter, Instagram, Tinder, Grindr, Brenda, Skype, WhatsApp… social network tradizionali, video chat, messaggistica, app, un vasto mondo connesso in  cui anche l’amore è incappato rinnovando le sue parole e i suoi modi di seduzione.Irene Cao con Alberto D’Onofrio, due narratori per eccellenza dell’eros, attraversano l’Italia alla ricerca di storie qualunque di relazioni amorose nate, consumate, finite, tradite, celebrate grazie, su e con il web. Sei storie, sei relazioni 2.0., per scoprire le nuove frontiere del sesso e dei sentimenti narrate dalle voci della scrittrice Irene Cao (Io ti guardo, Io ti sento, Io ti voglio) e del regista Alberto D’Onofrio (Erotika italiana, Party people). Una dettagliata, curiosa e indiscreta indagine su chi sceglie come primo approccio la modalità virtuale. Domande e risposte, riflessioni e testimonianze sul nuovo modo di vivere le relazioni amorose: quali sono le regole del gioco? C'è un confine tra piacere, sperimentazione e sentimenti? Fenomeno maschile o femminile?Dal Veneto a Milano, passando per Firenze e Roma, Irene Cao e Alberto D’Onofrio guidano lo spettatore nella vita di uomini e donne ai quali internet e i social network hanno regalato e regalano emozioni, sentimenti, piaceri e nuove relazioni. Un lavoro a quattro mani di due grandi esperti dell’eros, una docu-fiction che strizza l’occhio alla cifra stilistica del film di Steven Sodenbergh “Sesso, bugie, videotape” con la cura fotografica di serie come “House of Cards”.

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