La storia mi ha colpito in un modo decisamente inaspettato. Ci sono molte riflessioni sul lutto, sul senso di colpa, sulla mancanza e sull'identità, che non sono affatto scontate. La stessa dinamica tra i protagonisti, presentata come "hate to love", è estremamente stratificata e si sviluppa attraversando fasi difficili, che implicano un'auto analisi e una presa di coscienza delle proprie azioni dolorosamente realistiche nella loro complessità. Xavi e Nate condividono una sofferenza interiore con cui potranno confrontarsi solo attraverso il supporto reciproco. Il loro legame rimane ambiguo per la maggior parte della relazione, e apprezzo questa scelta dell'autrice, perché, nonostante i rapporti intimi tra i due inizino a presentarsi già nella prima parte della relazione, il motivo per cui avvengono e la loro modalità mutano gradualmente, seguendo il relativo mutamento dei sentimenti reciproci, che sono comunque confusi, perché la situazione è effettivamente molto complicata. Il tema della tossicodipendenza è fondamentale e affrontato con un linguaggio molto vivido. Un'altro elemento importante e che è funzionale alla storia è la cecità di Katy, vista come una debolezza da parte del fratello, ma quasi mai considerata nelle riflessioni di Xavi quando ricorda i momenti passati con la ragazza. Trovo che il personaggio di Nate sia sicuramente quello che nel corso della storia debba superare pregiudizi e false percezioni per poter maturare e comprendere anche le sue emozioni. Xavi, invece, deve affrontare un percorso di liberazione dalla colpa, che lo porta a ritrovare valore nella propria vita, nonostante gli errori del passato. Il suo ricercare una punizione da parte di Nate è una forma di autolesionismo, legato alla depressione di cui non si rende conto di soffrire. Anche questo tema, come quello della sua sobrietà, vengono trattati in modo ammirevole.
Like you hate me. Come se mi odiassi
"Due anni fa ho perso tutto. Insieme a mia sorella se ne è andato il senso di tutto ciò che, fino ad allora, avevo considerato importante. Ed è tutta colpa sua. Non ho mai odiato nessuno, come odio lui, il suo migliore amico. E non solo perché Katy teneva a lui più di quanto tenesse a me. Lo odio perché è tutta colpa sua. Deve starmi lontano, gliel’ho detto quel giorno stesso. Invece, due anni dopo, il teppista si presenta a casa mia con una proposta assurda. Rifiuto, ovviamente, e lo caccio via. Pensate che quel moccioso ribelle ascolterà? Ovviamente no. La sua vicinanza diventa un’ossessione che mi distrae persino dall’unica cosa che mi è rimasta, il basket. E non solo perché sembra custodire pezzi di lei che io ignoravo. Voglio guardarlo, toccarlo. Spezzarlo. Prendergli tutto, corpo, testa e cuore. Finché non gli rimarrà nulla. E a me, a quel punto, cosa resterà?"
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Anno edizione:2026
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Ria and their Books 30 marzo 2026Una lettura inaspettata
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