Lina e il sasso
Libro presentato da Edoardo Nesi nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026.
Un romanzo dalla geometria perfetta, una favola moderna sulle combinazioni imprevedibili dei sentimenti che riscrivono le nostre vite, rischiarata da una bambina la cui luce brilla, acceca, colpisce.
«La vita sembra la cosa più bella del mondo e poi ti frega.»
Lina è una bambina di nove anni, è diversa dai suoi compagni di scuola ma è capace di accendere il cosmo intorno a lei. Sua madre Elena, dopo la separazione dall’ex marito, la cresce nella periferia di Roma insieme al nuovo compagno, Max, uno scrittore in crisi. Max si affeziona a Lina, va a prenderla a scuola, le racconta le fiabe, la osserva complice dei suoi misteriosi comportamenti e, soprattutto, la difende dalle cattiverie del mondo. Nel frattempo Carlotta, l’ex di Max, affianca alla sua carriera di colta intervistatrice di successo una vita parallela di trasgressivi incontri notturni, finché i due mondi non sembrano pericolosamente incontrarsi. Nell’impossibile equilibrio di queste forze, ogni piccolo accadimento può generare un terremoto che apre all’amore i corpi dei protagonisti, nella forma dolce di un mazzo di rose inviato da un ammiratore segreto, o in quella terribile di un marchio d’infamia. Mauro Covacich compone un romanzo dalla geometria perfetta, una favola moderna sulle combinazioni imprevedibili dei sentimenti che riscrivono le nostre vite, rischiarata da una bambina la cui luce brilla, acceca, colpisce. Seguendo la scia di Lina, inevitabilmente, ci ritroviamo addosso un poco della polvere iridescente che semina tra queste pagine.
Proposto da Edoardo Nesi al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:«Certamente merita Lina e il sasso, l’ultimo romanzo di Mauro Covacich, d’essere candidato al Premio Strega 2026. Racconta l’umanità, il nostro. La fradicia, noncurante, disperata umanità dei protagonisti di questa storia, monadi smarrite nella periferia di una Roma enorme e irriconoscibile che così diaccia e vera può esser dipinta solo da chi non v’è nato, da uno straniero in terra straniera com’è il triestino Covacich, autore di questo romanzo frammentato e coraggioso che si incarica di restituirci il senso profondo di una contemporaneità senza speranza, della macerazione continua dell’anima che si prova ogni giorno a vivere questo presente.»
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Anno edizione:2026
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