La mano di Dante
Tosches ci parla dell'Inferno e del Paradiso, ci parla delle benedizioni e delle maledizioni che sono il destino di chi scrive per vivere, della disperata ricerca del senso della vita e della morte.
In questo romanzo si intrecciano due piani temporali, due registri stilistici, due "mondi" completamente diversi. Da una parte abbiamo una storia molto "noir" in cui uno scrittore abbastanza male in arnese e di scarsa moralità di nome Nick Tosches, appassionato lettore e cultore di Dante, viene assoldato da un potente boss mafioso entrato in possesso di un manoscritto che potrebbe essere l'originale della Divina Commedia. Chiamato ad autenticare queste pagine, Tosches si ritroverà coinvolto nell'avventura più spaventosa della sua vita. L'altra storia ha per protagonista Dante Alighieri, raffigurato come un individuo tormentato, che si sforza di dar forma - a partire dal materiale scadente della propria umanità - a un poema che contenga la summa della saggezza e il respiro stesso del divino. Riuscirà a portare a termine il capolavoro solo grazie ai consigli di un enigmatico cabalista ebreo di Venezia e a un incontro decisivo e terribile su un'isola siciliana.
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Anno edizione:2026
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