La storia è molto ben intrecciata, con continui cambiamenti di epoche e questo non annoia certamente il lettore, che si vede catapultato in ogni capitolo in uno scenario totalmente diverso. Tutto ruota attorno ad un libro trovato per caso all'interno di un muro in un monastero, e grazie all'archeologo Luc Simard, verrà risolto il mistero che questo nasconde. Molte volte Gleen Cooper viene accusato di scrivere libri nello stesso modo con cui si scrivono le sceneggiature dei film, ma secondo il mio parere questo è da considerarsi un pregio e non un difetto come alcuni sostengono. Quando la lettera è particolarmente scorrevole e descrittiva e ti fa apparire tutto in modo quasi realistico, proprio come vedere un film, vuol dire che lo scrittore e il lettore hanno ottenuto quello che volevano.
Per settecento anni è rimasto nascosto in un muro dell'abbazia. Poi una scintilla ha scatenato un incendio e il muro è crollato. Stupito, l'abate Menaud sfoglia quel volume impreziosito da disegni di animali e di piante. È scritto in codice, ma le prime parole sono in latino: "Io, Barthomieu, monaco dell'abbazia di Ruac, ho duecentoventi anni. E questa è la mia storia." Per migliaia di anni è rimasto immerso nell'oscurità. Poi un'intuizione ha squarciato le tenebre. Incredulo, l'archeologo Lue Simard cammina in quel grandioso complesso di caverne, interamente decorate con splendidi dipinti rupestri. E arriva all'ultima grotta, la più sorprendente, dove sono raffigurate alcune piante: le stesse riprodotte nell'enigmatico manoscritto medievale... Per un tempo indefinibile è rimasto avvolto nel mistero. È stato custodito da santi e da assassini, è stato una fonte di vita e una ragione di morte. Poi un imprevisto ha rischiato di svelarlo agli occhi del mondo. Spietati, gli abitanti di Ruac non hanno dubbi: i forestieri devono essere fermati. Perché la cosa più importante è difendere il loro segreto. A ogni costo.
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Edizione:3
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Anno edizione:2017
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Cambio di ambientazione rispetto ai due precedenti lavori. Si arriva in Francia, nella regione del Pèrigord, una zona originale ed affascinante. La trama della storia, anche stavolta abilmente tessuta da Cooper , gira intorno a dipinti rupestri che vengono accidentalmente ritrovati all’interno di una grotta nei pressi dell’ Abbazia di Ruac. Salti temporali di notevole lunghezza articolano anche stavolta lo svolgimento della storia; si va dalla preistoria di 30.000 anni fa fino all’attualità, per tornare di nuovo indietro nel tempo fino al 1100 D.C. e così via. Personaggi prestigiosi, realmente vissuti, si alternano a quelli inventati e fatti realmente accaduti si aggrovigliano a eventi frutto dell’immaginazione dello scrittore. Stavolta in palio c’è la ricetta che conduce all’Elisir di lunga vita, che gli abitanti di un piccolo paese conservano e proteggono ostinatamente , ostacolando con qualunque mezzo chiunque voglia entrare nella loro comunità e così sconvolgerla. Ritengo che la trama , per quanto articolata, sia avvincente ed originale, come in tutte le altre opere di Cooper. Le varie ambientazioni e gli approfondimenti storico-artistici sono curati al punto giusto, tanto da non annoiare un lettore principiante e da non sfigurare al cospetto di chi può vantare qualche conoscenza in merito. Insomma, anche stavolta la giusta amalgama di pathos, mistero ed erudizione, che non deluderà gli amanti della narrazione colma di tensione e “suspence”. Se devo criticare qualche aspetto, credo che in alcune fasi, l’uso fulmineo e repentino della violenza sia stato un mezzo un po’ troppo sbrigativo per abbreviare alcune sequenze dall’epilogo già scritto. In effetti è un po’ bizzarro e forse anche poco conveniente a livello stilistico, il fatto che di punto in bianco vengano a mancare personaggi fino a quel momento funzionali allo svolgimento della trama e quasi sempre la loro fine è crudele , fulminea e straziante. Autentico e misterioso, leggetelo senza farvi condizionare dalle precedenti opere dello stesso autore e troverete che anch’esso merita molto.
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ELISA CASER 06 dicembre 2011
Ho amato moltissimo "La biblioteca dei morti" ho apprezzato "il libro delle anime" ma quest'ultimo mi ha proprio deluso...non sono nemmeno riuscita a terminarlo!
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