Mascherina. Igiorninfelici
Avevamo lasciato Mascherina nel 2008, alla ricerca di un destino e di un’identità, finalmente smascherati. Però qualcosa deve essere andato storto, se ritroviamo il nostro supereroe davanti alla tv, depresso e di nuovo mascherato. L’anno è lo stesso 2008, però è quasi Natale e piovono missili e bombe. Però, di nuovo, il tizio è sveglio. Anche stordito, capisce che non si ritorna mai e che mai si è andati via davvero: adesso, ora, gli sgherri di Hamas si sono appena dati al massacro incondizionato, mentre Gaza è senza luce, cibo e speranza. Adesso, ora, l’aviazione israeliana bombarda «obiettivi strategici» e, ops, il mercato di Jabalya, mentre i carri armati circondano la Striscia. E il Mediterraneo è un campo seminato a morti, una fabbrica che produce schiavi, braccianti «gerundi» per il sano prodotto agricolo made in Italy. E noi? Noi che credevamo che «umanità» significasse uguaglianza, solidarietà, oppure, semplicemente, pietà? Sbagliavamo, il solito ottimismo della volontà. Ora, adesso, con l’amaro pessimismo della ragione, sappiamo che dobbiamo essere il meno possibile umani. Conviene volare, strisciare, nuotare via, con ali, corna, zanne o mantelli. Stay mutant.
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Anno edizione:2023
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