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Medea. Testo greco a fronte
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Medea. Testo greco a fronte Euripide
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Descrizione

Medea è una delle tragedie greche più famose e rappresentate. Il dramma di un amore assoluto che si trasforma, per il tradimento di Giasone, in feroce odio e desiderio di vendetta. Una vendetta che coinvolgerà anche i figli che Medea ha avuto da Giasone. Anche la "barbara" Medea però è una vittima: sa bene infatti che facendo l'infelicità di Giasone farà soprattutto la sua infelicità. Il volume è introdotto dal maggiore esperto statunitense di Euripide: B. M. W. Knox.
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Dettagli

7
2014
Tascabile
14 gennaio 2015
149 p., Brossura
9788807901768

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Federico Messuti
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Questo capolavoro euripideo analizza e scandaglia l'animo umano fino nel più profondo delle sue membra con una razionalità tale che porterà Nietzsche ad accusare il suo autore, Euripide, di aver "ucciso" la tragedia greca, facendo prevalere del tutto la razionalità sull'irrazionale. La tragedia mostra la visione più forte di Euripide, un monito per l'uomo: L'essere umano è sovra-determinato, però non più dal destino o dagli dei (che caratterizzano i tragici precedenti, Eschilo e Sofocle), ma dagli impulsi irrazionali che lo dominano. Medea infatti sa che è sbagliato uccidere i propri figli ma è un impulso irrazionale a muoverla, una forza che la sua ragione non può e non riesce a controllare. Una tragedia estremamente potente, la cui funzione catartica è percepibile fin dalla prima lettura

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Recensioni: 5/5

"Medea" è una tragedia che viene rappresentata per la prima volta ad Atene nel 431 a.C. Euripide fu il primo tragediografo a mettere in scena il mito di Medea (principalmente la parte finale, con riferimenti ad episodi delle Argonautiche). La tragedia, che a mio avviso rimane sempre attualizzabile ed ha un significato molto moderno (quello dell'accoglienza) racconta la storia di Medea, una principessa barbara mal vista dal popolo greco per la sua provenienza e per le sue grandi doti magiche, la quale viene ripudiata dal marito Giasone, per sposare la figlia del re di Atene. Non mi dilungo troppo sulla trama e mi limito a dire che la tragedia mostrerà le sfaccettature della vendetta di Medea. In quest'opera, notiamo una Medea differente rispetto a quella presentataci nelle Argonautiche di Apollonio Rodio, dove la principessa era molto fragile e dolce, mentre qui incarna la figura della donna spietata a sangue freddo, una vera e propria calcolatrice. Come in quasi tutte le tragedie euripidee, anche in questa le divinità vengono messe da parte, per lasciare spazio alle vicende umane. Tra i vari messaggi moderni, vi è anche quello della concezione della famiglia: di fatti lo sdegno di Medea è rivolto alla volontà di Giasone di farsi una famiglia nuova, dopo averla lasciata (e ciò sostanzialmente rappresenta un modello tipico di famiglia moderna). Nel complesso è una tragedia bellissima, oltre che a leggerla consiglio vivamente di vederne la rappresentazione.

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Euripide

(Salamina 485 ca - Pella 406 a.C.) tragediografo greco.La vita e le opere Nacque da un proprietario terriero, Mnesarco o Mnesarchide, e da Clito, rappresentata dai commediografi come un’erbivendola. Molti dati della sua vita, provenienti, appunto, dalle parodie e dalle malignità della commedia, sono inattendibili. Si sa di sicuro che da giovane fu adepto del culto d’Apollo, ebbe tre figli, vinse poche volte negli agoni teatrali, morì all’estero, alla corte di Archelao, in Macedonia, e fu commemorato da Sofocle durante la festa teatrale delle grandi dionisie nella primavera del 406. La sua opera rivela un’educazione raffinata, un vivissimo interesse per il movimento filosofico della sofistica, una posizione scettica nei confronti della religiosità tradizionale, una viva partecipazione alle...

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