Metafisica e storia della metafisica. Vol. 28: Forme di mondo
L'idea di mondo attraversa il linguaggio quotidiano. Se ne parla come dell'insieme delle cose e dei viventi; per analogia si dice d'un 'mondo dei valori' o d'un 'mondo dell'arte', dei 'sentimenti' e delle 'passioni'. Se ne parla pure come del 'regno dei fini' o, in negativo, come del 'mondo del male' o ancora, nell'accezione neotestamentaria, come del saeculum che ha voltato le spalle a Dio. La diversità di questi modi implica un senso comune, sicché dicendo 'mondo' si allude a un insieme di cose o eventi omogenei, reciprocamente dati secondo un proprio, intimo coerire. Ma, quando pensiamo al mondo come alla totalità delle cose che sono e che possono essere, non siamo già portati a una lettura più radicale, metafisica o, se si vuole, trascendentale della 'mondità'? In questo senso si può rintracciare un filo rosso nella storia del pensiero, soprattutto nel percorso che, a partire da Kant, delinea l'idea di mondo in senso trascendentale. Eppure va ricordato che le premesse del pensiero moderno e contemporaneo, anche a questo riguardo, muovono da lontano, nella linea che corre da Eraclito a Platone, sino a Plotino.
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Anno edizione:2004
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