Anni fa ho visto qualche spezzone di uno dei film della serie Non aprite quella porta. Mi è rimasta impressa la scena di una ragazza — credo ultima superstite tra i suoi amici — che riesce a seminare l'assassino e si ritrova in una strada con delle case. Bussa a una porta e implora alla signora che le apre di aiutarla, ché c'è un pazzo omicida che la sta inseguendo. La signora la fa entrare, è una persona normale e pare chiami la polizia — o forse un vicino di casa — con cui sistemare la faccenda. Poco dopo però si scopre che anche lei è nel gruppo di cannibali e che lo sono tutti o quasi nella zona, e tu che ovviamente tifi per la povera ragazza protagonista vieni colto da un senso di orrore e stanchezza, e perdi tutte le speranze: qualunque cosa faccia per fuggire dagli assassini cannibali, ovunque vada non c'è mai fine. Una sensazione simile l'ho provata in qualche incubo fatto da piccolo. In uno c'erano dei vampiri che mi inseguivano saltando sui tetti. Anch'io potevo saltare, potevo addirittura volare, eppure per quanto potessi andare in alto loro erano sempre in una palazzina più alta, poco più avanti, ad aspettare che scendessi. Per quanto inutile possa sembrare tutto questo preambolo, è più o meno quello che ho provato poco dopo la metà di Misery. Stephen King ha preso una situazione estrema (lo scrittore in trappola della fan numero uno, che si dà il caso sia anche una pazza) e l'ha portata al limite, divertendosi a esasperare il lettore con il sadismo e l'astuzia di Annie. Qualunque cosa faccia Paul, Annie è sempre un passo avanti a lui. A qualunque punizione Paul venga sottoposto, ce n'è sempre una peggiore qualche capitolo dopo. Mi sono piaciuti i discorsi da scrittore di Paul Sheldon e tutte le sue riflessioni sulla scrittura, e poi è un libro che ti prende così di pancia che meriterebbe come minimo quattro stelline, ma devo ammettere che preferisco la lentezza e l'orrore sovrannaturale alla Shining che quello reale e — per quanto assurdo — plausibile di Misery.
Misery
The #1 New York Times bestseller about a famous novelist held hostage in a remote location by his “number one fan.” One of “Stephen King’s best…genuinely scary” (USA TODAY). Adapted into the classic film Misery (1990). Paul Sheldon is a bestselling novelist who has finally met his number one fan. Her name is Annie Wilkes, and she is more than a rabid reader—she is Paul’s nurse, tending his shattered body after an automobile accident. But she is also furious that the author has killed off her favorite character in his latest book. Annie becomes his captor, keeping him prisoner in her isolated house. Annie wants Paul to write a book that brings Misery back to life—just for her. She has a lot of ways to spur him on. One is a needle. Another is an axe. And if they don’t work, she can get really nasty. “Terrifying” (San Francisco Chronicle), “dazzlingly well-written” (The Indianapolis Star), and “truly gripping” (Publishers Weekly), Misery is “classic Stephen King...full of twists and turns and mounting suspense” (The Boston Globe).
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Autore:
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Anno edizione:2016
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Editore:
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Formato:
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Lingua:Inglese
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