Questo romanzo, come il precedente, "Il cacciatore di mosche", è difficile da definire all'interno di un genere. Inoltre, anche qui manca un elemento essenziale: il cattivo. Il cattivo in un racconto è essenziale, almeno così si dice, per creare un clima di tensione che catturi il lettore. Come ho fatto allora a catturare l'attenzione? Devo sinceramente dire che non ci ho pensato. Il mio intento era, fin dall'inizio, immaginare un mondo miglior; un mondo che fatto apposta per viverci. Tuttavia "coerente" senza trucco e senza inganno. Se c'è una cosa che mi delude in un racconto, un film o un romanzo, è l'incoerenza. E questo purtroppo accade spesso, in particolare in certi film di fantascienza; si presentano bene, poi alla fine cadono sempre nello stesso schema; quando tutto sembra irrimediabilmente perduto, ecco che all'ultimo istante lui salva lei (anche se era già morta) o lei salva lui nelle versioni all'avanguardia. Se sono riuscito nel mio intento, non lo so, l'unica cosa che posso dire, è che l'ho visto e rivisto, molte volte e anche se sono anni che ci lavoro, è sempre stato piacevole. Sarà piacevole anche leggerlo?
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Anno edizione:2018
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