Il mondo secondo Bartleby. Linguaggio e violenza democratica
Oggi la violenza non ha più il volto del tiranno, ma investe il linguaggio istituzionale, abita le procedure, si deposita nei protocolli che promettono tutela, ordine e sicurezza. È una violenza che non si annuncia, non si giustifica, non chiede consenso: opera attraverso un lessico impersonale assunto come neutro e necessario, refrattario al dissenso, compatibile con l’apparato. Chi detiene il potere rinuncia così al linguaggio della conquista per adottare quello della gestione. Attraverso una lucida analisi delle retoriche del potere contemporanee – da Trump a Netanyahu, da Putin alla regolazione simbolica dei saperi universitari – Lavieri analizza una nuova forma di dominazione che traduce la volontà di potenza in atto amministrabile, producendo una dissociazione fra atto e responsabilità. In questo scenario, il gesto minimo e radicale di Bartleby, lo scrivano di Melville che oppone il suo celebre “preferirei di no”, riemerge come forma di resistenza capace di incrinare l’automatismo del mondo.
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Anno edizione:2026
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