La mucca partorisce di notte racconta un ritorno alle proprie origini che diventa un viaggio tra trauma, identità ed eredità della violenza. La storia alterna ricordi di infanzia in Kosovo, segnati dalla povertà, da un'educazione feroce e da una brutalità quotidiana, all'esperienza di crescita in Finlandia come figlio di immigrati e, infine, al ritorno saltuario da adulto nella terra natale. Statovci racconta un male che emerge da un mix di contesto sociale, tradizioni e natura umana. La violenza è ovunque, anche nei confronti degli animali; alcune scene sono state davvero difficili da leggere e, personalmente, le ho tollerate a fatica. Ho apprezzato invece molto le pagine dedicate alla scrittura. È interessante vedere un autore così giovane riflettere così apertamente sul bisogno di trovare le parole per raccontare il dolore e fare i conti con il proprio passato. Come in tutte le sue opere, emerge un profondo senso di sradicamento: tra Kosovo e Finlandia, tra un'identità sessuale a lungo repressa e il desiderio di viverla liberamente, Statovci restituisce il ritratto di una persona costantemente in cerca di un luogo a cui appartenere. È stata un'ottima lettura e l’autore si conferma uno scrittore di enorme talento. Tuttavia, ho preferito Le transizioni e Gli invisibili, romanzi che mi hanno travolta in modo più viscerale e che mi porto dentro ancora oggi. La mucca partorisce di notte lascia comunque un forte senso di svuotamento emotivo, ma risulta più gestibile, forse proprio perché affonda le radici in un'esperienza così personale. Saranno comunque necessari un paio di mesi di terapia eh, ma abbiamo visto di peggio con l’autore.
La mucca partorisce di notte
Una storia sul senso di colpa che accompagna un’intera vita, una rappresentazione sconvolgente del silenzio, dello spaesamento e di quanto sia facile dare la colpa alle circostanze invece di guardarsi allo specchio. Vincitore nel 2024 del Premio Finlandia, il maggior riconoscimento letterario nazionale.
«Statovci scrive un romanzo che lo pone nel pantheon della letteratura internazionale e fa dire a chi legge: questo autore rimarrà. Ogni pagina di questo indimenticabile libro è attraversata da una domanda che nasce solo nella testa degli scrittori che fanno sul serio con la letteratura: i libri rendono il mondo migliore o lo distruggono?» - Federica Manzon, TuttoLibri
«Lo scrittore kosovaro firma un altro libro radicale sull'impossibilità del perdono e sulla follia della vendetta. Un libro ambientato in un Kosovo violento e omofobo, anche dopo la guerra, e in una Finlandia razzista.» - Lara Ricci, Il Sole 24 Ore
Un bambino di otto anni, emigrato con la famiglia e cresciuto in Finlandia, ritorna in Kosovo a trascorrere l’estate. Nella casa del nonno i giorni di campagna sono segnati da eventi strani e perturbanti; in questa realtà, pervasa da una disciplina ferrea, dominata da una silenziosa brutalità, non esiste spazio per il conforto, per la dolcezza, per la protezione degli affetti. L’unico rifugio possibile è immergersi in se stessi e fantasticare, e la sola creatura capace di offrire un legame è la maestosa mucca della fattoria, in cui il bambino scorge insieme lo splendore e la sofferenza del mondo intero. Anni dopo, da adulto, ancora un ritorno, assieme alla madre, nei luoghi della propria nascita, dove la diffidenza, la fatica quotidiana di lavori malpagati, il rancore verso i paesi più ricchi e privilegiati, scandiscono la vita quotidiana. È ormai uno scrittore, ma l’eredità della violenza lo trascina a fondo, verso situazioni di crescente distruzione. Dove cercare le parole? Come raccontare ciò che è troppo doloroso ricordare? Nel tentativo di trovare risposte comincia a scrivere lettere al padre defunto, dalle frasi intrise d’ira affiorano testimonianze sempre più potenti e struggenti. Il viaggio lo costringe a guardare oltre il confine tra realtà e fantasia, nelle tenebre di una memoria frantumata e di una sensibilità ferita. Alternare luce e tenebra, un linguaggio poetico e una cruda brutalità che non si ritrae di fronte a nulla, è un tratto distintivo dei romanzi di Pajtim Statovci, in questo ancora di più che nei suoi precedenti. Radicale e pieno di inquietudini, La mucca partorisce di notte è un’opera vertiginosa, furiosa, che si sporge sulle rovine del passato e la familiarità del pericolo interrogandosi sulla sessualità e l’esclusione sociale, sull’urgenza della rimozione e la possibilità del perdono, su un approdo alla pace attraverso la vendetta. Pochi scrittori sanno raccontare come lui gli esseri umani privi di protezione, le vite in cui ogni bagliore sembra essersi spento, e l’energia febbrile e chiarificatrice che l’immaginazione e il desiderio possono portare anche nei luoghi più oscuri.
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Anno edizione:2026
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Pagine_e_inchiostro 24 luglio 2026La mucca partorisce di notte
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