La musica da camera nel ventennio fascista. Attraverso alcune composizioni di Ildebrando Pizzetti. Ediz. critica
Qual era il rapporto tra la musica colta e il Fascismo? Cosa voleva dire essere un musicista durante il regime fascista? In questo saggio vengono illustrati gli interventi del Fascismo nel settore dell’educazione musicale, con particolare riferimento alla riforma dei conservatori, alla figura di Mussolini musicista e alla musica da camera di Ildebrando Pizzetti, analizzando i brani: “Tre canti” (1924), “Rapsodia di stettembre2 (1925), “La vita fugge e non s’arresta un’ora” (1923) e “Oscuro è il ciel” (1933).
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Anno edizione:2025
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