Nathan il barbone
Nessun delirio per una razza pura può mai concepire soltanto lo sterminio di un popolo, mostruosità umane invece realmente accadute a distanza quasi di un secolo con dittatori e governanti spietati, Hitler e Netanyahu, identici nel pianificare come belve assetate di sangue l’estinzione di etnie già stremate, gli ebrei allora, i palestinesi oggi. L’Esodo biblico, infatti, si rinnova ora in altra diaspora, con tempi diversi, in nuovi eccidi e drammatiche deportazioni con gli israeliti che diventano, in un crescendo insospettabile, inesorabili carnefici da vittime che erano. Non è solo fanatismo religioso, il ritorno, l’occupazione definitiva della patria promessa, turpi attentati subiti e ritorsioni cruente, ma violenza selvaggia, incontenibile, disprezzo dei diritti e della vita altrui. Non esistono figli, dice Silvia Salis in una preziosa citazione, che vengano prima o dopo i nostri figli. In Nathan il barbone l’autore propone una forma di narrazione affidata in epoche diverse a plausibili interpreti, più vicini alle ataviche rivalità: mendicante a Parigi il protagonista è stato pilota nella guerra dei sei giorni, ha ucciso, ha perso il suo amore e la voglia di vivere.
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Anno edizione:2025
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In commercio dal:8 settembre 2025
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