Il nome che ho scelto
Jasmine Haffadi, all'anagrafe Asmaa, nasce a Casablanca e a sette anni emigra con la famiglia in Italia, dove l'inserimento nella società si rivela subito problematico. Non parla la lingua italiana e affronta prepotenze e razzismo. Anche il suo nome diventa un bersaglio; scegliere "Jasmine" è il primo gesto di una ribellione destinata a guidarla. Dopo anni duri − disturbi alimentari, attacchi di panico, cadute e successive risalite − trova nello studio la via d'uscita e parte per Miami per imparare a fare impresa. Accanto a lei c'è Hernando, il compagno della sua vita. A ventidue anni, Jasmine inaugura la prima palestra StoreFit; pochi giorni dopo, la pandemia impone il lockdown e il mondo sembra fermarsi. L'urto della crisi, però, non la piega: Jasmine lo trasforma in slancio e dà forma a un modello di franchising solido e replicabile. Nel 2025 le sue palestre sono trentuno, nel 2026 addirittura quaranta. Questa è la storia di una ragazza a cui era stato assegnato un destino e che ha scelto, con ostinazione, di riscriverlo.
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Anno edizione:2026
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