Non recare ingiustizia e danno. Una discussione sulla storia degli uomini obbedienti alle leggi del castigo
Questo saggio di storia della medicina si richiama nel titolo al Giuramento di Ippocrate che, ancora oggi, sancisce in un rituale saldo nella tradizione l'ingresso dei laureati in medicina e chirurgia nella vita professionale. Nonostante la chiarezza delle affermazioni ed il valore dei principi trasmessi con il Giuramento, da alcuni anni si è avvertita l'esigenza di insegnare la bioetica in una prospettiva di educazione alla professione medica. L'attualità presenta molteplici occasioni per affrontare l'argomento da diversi punti di vista, ma qui interessa la descrizione di situazioni passate, laddove gli attori e gli interessi sul campo erano assai meno numerosi e confusi ed emerge quindi con sufficiente nitore anche il ruolo del medico. In particolare, si porta alla luce un argomento che sembra scomodo alla medicina di oggi. La storia, anche quella molto lontana da noi, appare ricca di fatti e di documenti sul tema e si presta bene ad essere interrogata sul ruolo del medico e del chirurgo sulla scena della tortura. Si ritiene che non siano soltanto le questioni morali del presente a lasciare ampi margini alla discussione pubblica ed alla riflessione individuale.
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Anno edizione:2012
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