Esilarante rassegna dei tormentoni con cui inevitabilmente ci imbattiamo quotidiamente (dall’ormai consumato “anche no” ai grandi classici come “un lucano!”), compilata dall’enigmista e linguista di Repubblica con il consueto stile brillante e leggero. Bartezzaghi esplora con divertito spirto critico le varie espressioni che si susseguono e diffondono fino a che “non se ne può più” (compresa appunto “non se ne può più”), tentandone anche una ricostruzione storica che affonda le sue radici nella politica e nel costume italiano del secolo scorso, con immancabile riferimento a classici della televisione come “Indietro tutta”. Una riflessione divertita sul nostro modo di usare il linguaggio, animata dalla speranza di poter resistere alla “prevalenza del tormentone”, ma anche dalla consapevolezza che “classificarli è improbo, deprecarli è van, ignorarli è impossibile”.
Era un giorno come un altro, c'era anche bel tempo e non si preannunciava nulla di insolito. Vi siete preparati, vi siete avviati alle vostre solite attività, tutto appariva perfettamente normale quando su un autobus, per la strada, al bar, in un corridoio, al telefono per la prima volta avete sentito qualcuno pronunciare la frase (e magari era rivolta proprio a voi): "Non me ne può fregare di meno". All'improvviso, il mondo non è più stato lo stesso. "Non se ne può più": è vero per ogni tormentone, ma è un tormentone esso stesso. Dal "cioè" degli anni Settanta all'"attimino" degli Ottanta sino ai più recenti "piuttosto che" e "quant'altro"; dalle frasi che si leggono sulle magliette ai più logori stereotipi della chiacchiera politica, la scienza tormentologica che qui viene evocata, se non fondata, non intende esorcizzare, censurare o addirittura cancellare i tormentoni, ma solo convincerci della necessità di non lasciarci ipnotizzare dalla loro seduzione. Se in passato è stato possibile dire che l'autore di questo libro ama studiare "l'allegria delle parole", oggi occorre aggiungere che solo una sfumatura separa l'allegria dall'allergia. I "tormentoni", di cui Stefano Bartezzaghi propone qui un primo censimento, sono parole e altre espressioni allergogene e urticanti che usiamo meccanicamente, perché sono state di moda, perché sembravano azzeccate, spiritose, prestigiose, necessarie, così come i più appiccicosi motivetti promossi dalle radio d'estate.
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EAN: 9788804598060; Descrizione:
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Anno edizione:2010
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