Non solo neutralità. Il ruolo della Svizzera nella Resistenza italiana 1943-1945
«La frontiera italo-elvetica si rivelò quale cerniera obbligata per fuggire da una storia italiana di regime e violenza nazifascista, per acquisire nuova consapevolezza sociale e civile, per meglio organizzare la Resistenza con l’apporto indispensabile degli Alleati.» Nella Seconda guerra mondiale, in particolare negli anni 1943-1945, anche la Svizzera ricoprì un ruolo cruciale: accanto alla neutralità istituzionale della Confederazione Elvetica, i Cantoni a sud, militari, Guardie di Frontiera e ampia popolazione fornirono un supporto utilissimo alla lotta contro il nazifascismo. Il confine italo-svizzero divenne un passaggio essenziale per migliaia di persone fra ex prigionieri alleati, soldati italiani, antifascisti, giovani renitenti alla leva, partigiani, perseguitati politici ed ebrei in fuga, che trovarono ospitalità, soccorso, formazione, cultura e speranza sociale. Il volume rivela come la Svizzera fu anche un importante centro di organizzazione politica per gli esuli antifascisti e un crocevia strategico per i servizi segreti alleati OSS e SOE. La ricerca propone documenti inediti, attinti ad archivi storici italiani e svizzeri, testimonianze, immagini, numerosi riferimenti bibliografici e note.
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Anno edizione:2025
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