Il libro si concentra sull'aspetto umano, sulla vita dei comuni cittadini nord coreani, non si parla di geo politica. Attraverso i racconti dei nord coreani scampati al regime, un po romanzati per stessa ammissione dell'autrice, scritti in modo scorrevole, apriamo una finestra in quel mondo totalmente chiuso, in quella che è per noi una distopia da libro e per loro una vera e perenne guerra gli uni contro gli altri. Autrice da leggere assolutamente.
Nulla da invidiare. Vite normali in Corea del Nord
Nulla da invidiare è un reportage di orrore e rinascita, una storia corale su un regime che tutti si aspettavano cadesse e si assimilasse presto al mondo occidentale, quando forse è successo il contrario.
Come si vive in una distopia? Niente elettricità né internet, una vita pubblica di rituali e marce, un delatore in ogni vicino, un sistema di caste che distribuisce privilegi e miseria. È la Corea del Nord, un paese barricato e inaccessibile. Tra i pochissimi che l’hanno visitato c’è Barbara Demick, di base a Seul per un decennio, che è riuscita a vedere nell’oscurità di una dittatura capace di mostrare al mondo solo le messinscene di benessere della capitale. Fuori la realtà è ben diversa: Chongjin, terza città del paese, è stata devastata dalla carestia dei tardi anni Novanta, quelli cruciali del passaggio di consegna tra Kim Il-sung e Kim Jong-il. È a quella città, e a quegli anni, che guarda Demick, intervistando i sopravvissuti: come Mi-ran e Jun-sang, che di notte si tenevano per mano tra le vie buie sognando un amore impossibile e di giorno tramavano una fuga che non potevano confessarsi per paura della delazione. La signora Song, lealissima al regime ma costretta a seppellire marito e figlio e a inventarsi un’impresa commerciale di fortuna per non nutrirsi solo di radici. Kim Ji-eun, pediatra che ha assistito impotente agli orrori della fame e alla carenza di medicinali. E molti altri, oggi al sicuro nel Sud della penisola coreana, che provano a adattarsi alla democrazia. Ma com’è possibile, dopo anni all’ombra di un potere assoluto, venerando un leader divinizzato? Come si sopravvive quando si scopre che il migliore dei mondi possibili è solo propaganda, e la realtà è fame e ideologia?
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Morena 29 ottobre 2026Da leggere
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Maria Teresa 03 ottobre 2026Deludente
Questo libro è così pieno di errori storici e geografici, ambiguità geografiche, errori di romanizzazione e inesattezze gastronomiche (toccate il kimchi ai coreani e non avrete pace per il resto dei vostri giorni) che non ce l’ho fatta a concluderlo. L’ho abbandonato a metà, frustrata anche dal fatto che non riuscivo più a fidarmi di quello che scriveva l'autrice, e chissà quanti altri errori avrei potuto trovare. Sono molto sorpresa, ma soprattutto perplessa, dal fatto che l’autrice, essendo una giornalista, non si sia accertata maggiormente dei fatti prima di riportarli, commettendo errori di questo tipo, alcuni dei quali piuttosto gravi. E mi lascia altrettanto perplessa pensare che siano passati inosservati anche durante l’editing. Ovviamente non mi riferisco alle testimonianze dei profughi nordcoreani, sulle quali non ho gli strumenti per esprimere un giudizio: la mia critica riguarda esclusivamente alcune delle informazioni storiche, geografiche e gastronomiche fornite dall’autrice. L’unica critica puramente soggettiva che posso muovere al libro riguarda invece il modo in cui vengono raccontate e intrecciate le storie dei profughi nordcoreani. Personalmente l’ho trovato confusionario e eccessivamente romanzato. È come se i capitoli fossero stati scritti separatamente e poi assemblati in un unico libro, senza che il passaggio da una storia all’altra risultasse davvero fluido. Ed è un vero peccato, perché il materiale alla base del libro avrebbe potuto dar vita a uno dei saggi giornalistici più interessanti che avessi mai letto. Proprio per questo mi aspettavo un livello di accuratezza molto maggiore. E invece…
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Angelo 18 luglio 2026Grande libro
Un po' triste romanzo ottocentesco, un po' 'Truman show', un po' un racconto sulle conseguenze della fede cieca. Solo che qui si tratta di storie vere. Libro davvero molto interessante, probabilmente imperdibile.
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