Occhi di bambina è un romanzo di formazione tratto da una storia realmente accaduta e narrato da una protagonista ormai adulta che ripercorre il suo passato con lo sguardo e la prospettiva della se stessa bambina, che a soli sette anni si trova a prendere una decisione e ad affrontare una realtà molto più grande di lei. Decisione che le cambierà per sempre la vita. Arianna, infatti, viene improvvisamente sradicata da una condizione di serenità, benessere e "normalità" per essere catapultata in uno stato da lei definito in bilico, provvisorio e clandestino, sperimentando la vita di quartiere, dove, nonostante le difficoltà e il peso del segreto della madre da mantenere, riesce a ritagliarsi momenti piacevoli, allegri e spensierati, circondata da bambini di diverse nazionalità, ognuno con i propri usi e costumi. Al tempo stesso viene a contatto con ulteriori problematiche, come la solitudine, il significato della parola "straniera" e cosa voglia dire sentirsi tale, l'emarginazione, il bullismo, la violenza e le dipendenze, il tutto all'interno di un drammatico e doloroso spaccato storico-politico della cronaca italiana degli anni di piombo. Ma soprattutto dovrà fare i conti con una madre severa, fredda, distaccata, insensibile, a tratti aggressiva e vittima di manie di persecuzione, i cui comportamenti faranno sentire Arianna perennemente angosciata, oppressa, impotente ed in colpa. Si tratta, quindi, di una storia estremamente cruda, delicata e toccante, ma che, fortunatamente, non riuscirà ad avvelenare l'anima, la purezza ed il candore degli occhi della bambina, che "sono più veri di una ricostruzione documentata".
Occhi di bambina
Libro presentato da Laura Bosio nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026.
Un romanzo di rara intensità che esplora le fragilità e il coraggio dei più piccoli di fronte alle situazioni della vita, e la loro sorprendente capacità di trovare la luce nel buio.
«Tante volte mi sono chiesta che senso potesse avere tutto questo per me, una bambina di sette anni. Come potevo capire? Non so come fosse possibile, ma anche se non facevo troppe domande, sapevo che la situazione era complicata. La mamma era dovuta scappare, questo lo avevo capito… Ma perché?»
Arianna ha sette anni quando la nonna le fa una domanda che potrebbe cambiare la vita di tutte e due: «Vuoi andare dalla mamma o vuoi stare qui?» Con i nonni Arianna sta bene, ha tantissimi giochi, può mangiare tutto quello che vuole e la notte può dormire in mezzo a loro nel lettone. Ma la mamma le manca… Siamo nel 1985, e inizia così l’avventura di una bambina che non sa ancora quale sarà la sua odissea. Si scontrerà con il mondo dei grandi e con i loro litigi, anche se riuscirà a vivere quel che una bambina dovrebbe sempre vivere: giochi, amicizie, scuola, stupore e scoperta. Ma sullo sfondo rimane la sensazione costante di essere provvisori, di non poter mettere radici da nessuna parte, di dover restare sempre all’erta, pronti a fuggire. Chissà perché poi… Cosa avrà fatto la mamma di così sbagliato, si chiede Arianna, per dover vivere con questa paura addosso? E chi è che la sta cercando? Un’incredibile storia vera raccontata con candore attraverso i ricordi di una bambina con un passato fuori dall’ordinario, un passato anche drammatico, che però non è riuscito ad avvelenarle l’anima.
Proposto da Laura Bosio al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:«Esiste un aggettivo che rilutto a dire, tanto mi sembra estraneo ai tempi: puro, antico, dal latino al sanscrito, che significa limpido, semplice, incontaminato. È però il primo che mi è venuto in mente leggendo questo libro “in soggettiva”, che guarda il nostro mondo adulto con gli occhi di una bambina. Sono gli anni ’80, “anni di piombo”. Arianna ha sette anni e vive serena a Firenze con i nonni. Ma una domanda inattesa della nonna la costringe a scegliere: “Vuoi andare dalla mamma o vuoi stare qui?” Raggiunta la madre, inizia una vita da fuggitiva tra Parigi e Barcellona, tra verità non dette, cambi di casa e scuola, figure instabili. Che cosa avrà fatto sua madre di così grave? L’unico indizio è una parola ascoltata per caso. Il passato si intreccia con il presente emotivo di Arianna, tra giochi, paure e amici, mostrando la resilienza dei bambini. Marco Vichi, noto per i suoi noir, qui entra nel cuore di una bambina restituendo, con scrittura lineare e intensa, una purezza di sguardo rara. Ispirato a una storia vera, conferma il suo rilievo come scrittore.»
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Anno edizione:2025
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Laura 23 marzo 2026Un romanzo di formazione, crudo e toccante, raccontato attraverso lo sguardo e la prospettiva di una bambina.
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