Non conoscevo questo racconto di Pontoppidan e mi ha sorpreso per quanto riesca a dire in poche pagine. L’ambientazione nella brughiera danese e la vita apparentemente serena di una giovane famiglia creano una calma quasi immobile, che viene incrinata dall’arrivo di uno straniero molto ambiguo. La storia procede con delicatezza, senza grandi colpi di scena, ma con un crescendo di inquietudine psicologica che riguarda soprattutto il rapporto tra i due coniugi. Ho apprezzato il modo in cui il libro suggerisce più di quanto spieghi, lasciando al lettore il compito di interpretare il significato di questa presenza perturbante. In alcuni momenti il ritmo è volutamente lento e riflessivo, cosa che potrebbe non piacere a chi cerca una trama più movimentata. Nel complesso però è una lettura breve ma densa, che fa pensare soprattutto al tema delle illusioni della felicità domestica
L'ospite regale
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Da uno dei più grandi scrittori scandinavi, premio Nobel nel 1917, un racconto classico e folgorante che reinterpreta e attualizza il mito della caduta per svelare le illusioni del vivere borghese.
Dopo sei anni di matrimonio, Emmy e Arnold vivono ancora felicemente nel loro paesino in brughiera, sovrastati dal cielo immenso dello Jylland di inizio Novecento. Copenaghen è un ricordo lontano e da tempo non ne rimpiangono più il fermento: tra gli impegni di medico di Arnold, le faccende di casa di Emmy e i tre bambini a cui badare, nel loro piccolo paradiso la vita scorre appagante e operosa, appena movimentata dagli screzi con qualche notabile del paese. Ma una sera di neve bussa alla porta uno sconosciuto a chiedere ospitalità. Elegante e dai modi del bel mondo, dice di essere un principe. Forse è solo un pazzo, o un impostore, ma con la forza delle sue parole, della musica che si offre di suonare e del suo fascino sovversivo, il misterioso «principe Carnevale» insinua in Emmy e Arnold una forma di turbamento che cambierà per sempre la loro interiorità, la loro relazione coniugale e quella con la comunità in cui sono immersi. Un piccolo capolavoro nordico che riflettendo sulla fragilità dell’ordine borghese e sulla superficialità dell’animo umano mette al centro, con grande modernità, il potere dell’alterità e il bisogno di disincanto e di «eterna inquietudine» per vivere davvero.
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Anno edizione:2026
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Fabiana 05 marzo 2026illusioni della felicità domestica
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