L'ostaggio dell'arte
L’ostaggio dell’arte è una silloge poetica che attraversa il corpo, il desiderio, il tempo e la memoria con una voce intensa, irregolare e profondamente contemporanea. I testi si muovono tra l’intimità amorosa e la dimensione collettiva, tra la fragilità dell’io e la pressione del mondo, restituendo una poesia fatta di immagini concrete, improvvise illuminazioni e cortocircuiti linguistici. L’amore è presenza totalizzante e mancanza, luogo di fusione e di perdita; il corpo diventa strumento di conoscenza, misura del tempo e ultimo argine contro la dissoluzione. La quotidianità – città, oggetti, tecnologia, relazioni – viene trasfigurata in metafora esistenziale, mentre la storia personale si intreccia a quella generazionale e politica. Al centro, l’arte come necessità e condanna: non rifugio, ma spazio di esposizione radicale, in cui il poeta accetta di farsi ostaggio pur di dire il vero. Una raccolta che alterna lirismo e crudezza, ironia e dolore, e che costruisce, verso dopo verso, una mappa emotiva dell’essere vivi oggi.
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Anno edizione:2026
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