Pavel A. Florenskij e l’arte della vertigine
Uno dei principali guadagni teorici evidenziati nel saggio è la visionarietà scientifica del giovane Pavel A. Florenskij. Egli recuperò il linguaggio metaforico, intuendo che per il suo tramite si rendono accessibili quei caratteri del reale che sfuggono alla speculazione logico-deduttiva, anticipando così, alcune tesi sviluppate cinquant’anni dopo dalla scienza della complessità. Un altro aspetto dell’analisi riguarda l’acquisizione da parte di Florenskij di un nuovo e importantissimo ‘corollario’: la scoperta della base iconica della mente, il modo peculiarmente umano di conoscere, fin dagli albori dell’umanità. Nell’arduo sforzo di ricostruire il logos florenskiano, dopo aver esposto le principali direzioni ermeneutiche a cui si presta la lettura di Primi passi della filosofia, l’autrice individua nel filosofo napoletano Giambattista Vico il ‘convitato di pietra’ che potrebbe aver guidato il pope scienziato russo nel suo complesso itinerario speculativo, scandendone alcuni dei passaggi cruciali.
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Anno edizione:2023
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In commercio dal:1 gennaio 2023
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