Era il 30 aprile del 1902 quando Claude Debussy fece rappresentare all'Opéra-Comique di Parigi questa sua opera tratta dall'omonimo dramma di Maurice Maeterlinck, Una cosiddetta "Literatur-Oper", poiché il libretto riproduce pressoché esattamente il testo dell'autore fiammingo, salvo pochi tagli dovuti a esigenze drammaturgico-musicali. Ma i tagli non piacquero a Maeterlinck, che si mostrò assai scontento. Il pubblico fu incerto di fronte a una simile novità, così lontana dal wagnerismo fino ad allora imperante. Anche un celebre musicista come Camille Saint-Saens ebbe a dire: "Questa musica assomiglia al bisbigliare del vento. Io preferisco il vento". Ma l'opera (che restò l'unica di Debussy) finì per imporsi, diventando - nel teatro musicale - un vero e proprio spartiacque fra l'Ottocento e il Novecento. Alessandro Nardin analizza in profondità e con competenza testo e musica, cogliendone le più delicate sfaccettature e i più segreti simboli: un libro che affascina.
Pelleas et Mélisande tra Maeterlinck e Debussy. Il simbolo oltre il simbolismo
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Anno edizione:2020
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Un'opera che segnò un'epoca 27 dicembre 2024
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