Poemetti in prosa
Parigi è folla e solitudine, splendore e abiezione, sogno e prigione. Nei "Poemetti in prosa" Baudelaire attraversa la città moderna con lo sguardo inquieto del poeta, capace di riconoscere una rivelazione tanto nelle nuvole e nei profumi quanto nei mendicanti, nelle vedove, nei saltimbanchi e nei cani randagi. Ogni incontro diventa una breve visione: l’aneddoto si muta in allegoria, la pietà si mescola all’ironia, la ricerca della bellezza sfiora il grottesco e la crudeltà. Tra ebbrezza e noia, desiderio d’infinito e peso implacabile del tempo, emerge un’umanità ferita, sospesa fra aspirazione ideale e miseria quotidiana. La traduzione ottocentesca di Girolamo Ragusa Moleti, con il suo lessico ricercato e le sue cadenze d’epoca, restituisce il fascino storico della prima ricezione italiana di queste prose liriche e corrosive, nelle quali già si annuncia la sensibilità inquieta della modernità.
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Anno edizione:2026
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