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Recensioni Post Office

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    11/08/2020 22:01:32

    bel libro, anche se abbastanza volgare, come in genere scrive bukowski, pero sempre intrigante

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    03/06/2019 12:02:37

    Questo libro di Bukowski inizia a delineare il personaggio di Henry Chinaski presente e protagonista anche in altri libri dello scrittore, e in questo caso, il racconto è tratto e ritratto dalla stessa vita di Bukowski. Si parla di Henry Chinaski che ha lavorato come postino perennemente ubriaco, tra mille vicissitudini, con la passione per le corse dei cavalli, le donne e l'alcool e tutti gli elementi danno vita a una storia vera, cinica e a tratti esilarante.

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    16/05/2018 11:01:14

    Brevemente, poiché il librò in sé non necessita un' analisi particolarmente approfondita, (almeno non quanto quella necessaria a descrivere, comprendere e definire l'autore e la sua filosofia di vita) Post Office o lo si odia o lo si ama... o entrambi. Premesso che apprezzare non è sinonimo di condividere e comprendere non lo è di approvare, questa è un'opera comprensibilmente apprezzabile: il soggetto è semplice, il tema biografico comune, ciò che conta tuttavia non è l'originalità dei contenuti, ma l'originalità di come vengono presentati, narrati. Bukowski riesce a fare del disagio sociale e dell'autoemarginazione un punto di forza, anzi "IL" punto di forza e anche quello di partenza di tutta la sua opera e di tutta la sua filosofia di vita. Quello che Chinaski, trasposizione letteraria dell'autore, ha nei confronti della vita è un comportamento apoptotico: lui sa di vivere così, sa a quello che va incontro con i suoi comportamenti, sa cosa rischia e gli va bene, o meglio non gliene frega niente. Quella è la sua vita, ma non è che se l'è scelta così, è come se fosse già tutta programmata da qualcun altro: lui vi si adatta come può. Contento lui... di fatti poco contano le sue scelte, o meglio quelle che impone ai suoi personaggi, ciò che conta è l'abilità con cui le rappresenta, come le giustifica senza una vera giustificazione, come riesce, in soldoni, a rivoltarti la frittata e farti credere che abbia ragione perché il mondo secondo lui va proprio così! Ci sono molti modi per leggere un libro e per giudicare un autore, uno è quello di prestare attenzione solo ai contenuti e ritenere quanto più valido uno scrittore, quanto più originali e divertenti sono essi siano; un altro modo è quello di concentrarsi sull'impatto delle parole, su quanto viene detto, quanto sottointeso, sull’eccessivamente esplicito del singolo che racchiude un profondo implicito sociale. Per concludere e riassumere mi sembra quanto mai appropriato riportare qui un aneddoto: quando dissi a suo tempo a un amico, anche lui appassionato di letteratura, che mi accingevo a leggere il mio primo libro di Bukowski, lui commentò soltanto, "Ah bellissimo! ...In fondo però dice un mucchio di cavolate." Come dargli torto? E' vero, in fondo dice un mucchio di cavolate, ma con che stile!

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    15/05/2018 12:32:15

    Charles Bukowski inizia scrivere da ragazzo: pubblica un paio di libri e poi (per una quindicina d'anni) abbandona del tutto la scrittura. Beve, gioca ai cavalli e sopravvive: per fare questo trova i lavori più umili: lavora in un mattatoio, in un bar come fattorino e per 12 anni è impiegato di notte in un ufficio postale. Il libro racconta questo, con un linguaggio crudo, ma vigoroso e toccante. Ti fa sentire la fatica, lo squallore, la ricerca di un significato. La trama è minimale: una sequenza di quadri vividi che ti fanno entrare con forza nel suo mondo, con i personaggi bizzarri che lo abitano: uomini disperati, donne in cerca di un po' di calore, opportunisti. Una lettura intrigante,

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    15/05/2018 10:38:36

    Libro breve,anti-convenzionale e in molti tratti scurrili,tipico dello scrittore americano. Un perdente che conosce perfettamente la sua situazione e non si rifugia in se stesso,ma continua a condurre una vita basata sui suoi bisogni,senza creare false aspettative su una possibilità di rinascita. In questo si rivede l'onestà di Bukowski,ed una vita passata a godere di piccole cose,come il sesso,l'alcool e il gioco.

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    04/12/2017 15:09:57

    Romanzo molto breve e brillante è possibile leggerlo nel giro di poche ore. Linguaggio diretto, senza tanti manierismi e spesso volutamente scurrile e ripugnante ma anche affascinante . Testo autobiografico in cui l'autore ci scarica addosso tutto il suo malessere per la societa' moderna verso la quale combatte una battaglia personale. Bukowski non ha vie di mezzo in questo libro già alle prime righe del romanzo capiamo subito se il suo stile incazzoso fa per noi oppure no. O lo si adora o lo si odia ma quel che é certo é che non lascia sicuramente indifferenti.

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