Primamà
Libro presentato da Francesca Serafini nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026.
Primamà è un’Eva millenaria che cerca di resistere, ricordare, tramandare, protagonista di un romanzo sovversivo sulla forza delle parole, una storia di ribellione che riscrive l’intera storia del mondo come fosse quella di ciascuno di noi. Un inno all’energia femminile, al racconto come atto di resistenza, e alla possibilità di un nuovo inizio.
«Laura Pariani trasporta le storie bibliche nella "brughiera lombarda", con una lingua che attinge ampiamente al dialetto. Qui Eva trascende sé e si fa memoria, e memoria "vuol dire imparare oggi e domani da ieri.» - Ermanno Paccagnini, La Lettura
Dopo la morte del millenario Adàm, Eva – la Primamà, la prima donna – resta sola nel paese Senzanome a raccontare storie, curare con le erbe, dare forma nell’argilla ai defunti. La sua voce antica e sapiente risale la corrente dei secoli e riscrive la genesi del mondo da una prospettiva nuova: quella delle donne, dello spirito femminile che scorre nella terra, nell’acqua, nella memoria. In un villaggio sospeso nel tempo, dove gli uomini venerano un dio punitivo e le donne si affidano alla Mamagrànda del mondo-di-sotto, Primamà si oppone all’ordine patriarcale educando le giovani all’ascolto, accompagnandole nei sentieri dell’immaginazione e della libertà. Nelle sue storie-belòrie – in cui il mito si fonde con il reale e il presente può spiegare il passato – ritroviamo il volto delle nonnàve di ogni tempo, la loro competenza in fatto di disgrazie e speranze, la sapienza nel conservare i racconti, la fede antica a cui rivolgersi nel bisogno.
Proposto da Francesca Serafini al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione: «In Memoriale del convento José Saramago ci dice che è la conversazione delle donne a trattenere il mondo nella sua orbita. In questo suo romanzo – vivido, polifonico e profondissimo – Laura Pariani si sposta ancora più in là, attribuendo a quelle “raccontazioni” la possibilità di crearne un altro: questa volta dalla parte delle donne. Ed ecco che Eva – la Primamà – non è più il personaggio subalterno della Genesi, ma la portavoce delle donne di tutti i tempi. E che qui fonde il dialetto ancestrale del mondo contadino lombardo, con reminiscenze spagnole, e con parole di nuovo conio (in una linea che a sua volta mescola la lezione di Porta, con quella di Gadda, arrivando fino a Fo) in una melodia personalissima che avvinghia alla pagina e seduce, col passo della grande letteratura: capace com’è di svariare tra i registri, commuovendo e divertendo insieme in ognuna delle storie-belòrie di Eva. Una lingua calda e incantatoria creata per dare voce al mito, e intanto riscriverlo. E in questa fiducia nella parola, Pariani dà ascolto alle tribolazioni delle donne di migliaia di generazioni. E per quelle a cui ancora oggi è vietato raccontarsi.»
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Anno edizione:2025
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