A distanza di poco più di dodici mesi la scrittrice e poetessa britannica Sophie Hannah regala a tutti gli appassionati delle avventure di Hercule Poirot un nuovo romanzo. Gli eventi si svolgono nell’ottobre del 1929, ovverossia poco più di sette mesi dopo il caso degli omicidi dell’Hotel Bloxam a Londra e, anche in questo episodio, il protagonista è accompagnato dall’ispettore di Scotland Yard Catchpool il quale fa trasparire, almeno nelle prime pagine un sentimento di insofferenza verso Poirot e le sue tanto autocelebrative celluline grigie a causa della derisione nei suoi confronti da parte della stampa che aveva evidenziato in più occasioni come gli omicidi cifrati non sarebbero potuti essere risolti senza l’intervento del detective di origini belghe. L’ambientazione e la modalità con cui è intessuta la trama rendono particolarmente avvincente questo romanzo che si presta ad essere letto tutto d’un fiato.
La cassa aperta. Un nuovo caso per Hercule Poirot
Dieci ospiti in un'antica dimora irlandese. Un corpo senza vita. Un solo investigatore, Hercule Poirot.
Come nel miglior Cluedo, un'anziana scrittrice, aristocratica irlandese, invita alcuni amici e sconosciuti - tra cui Hercule Poirot e Edward Catchpool, ispettore di Scotland Yard - nell'austera dimora di Lillieoak. Ha deciso di cambiare il suo testamento in modo alquanto bizzarro e lo farà davanti ai suoi ospiti. "Ciò che ho intenzione di dirvi risulterà scioccante", così la prima frase che pronuncia Lady Athelinda Playford, lei che ha l'abitudine di scrivere i propri libri come se "fossero trombe d'aria" e il vezzo di lasciarli in ogni angolo della casa, "pagine spiegazzate con i bordi arricciati e gli angoli puntati in ogni direzione". Insomma intrighi di carta che non hanno "niente di vagamente rettangolare". E tutto questo al cospetto di Hercule Poirot, proprio lui, "l'ometto preciso" - parole di Agatha Christie - "con la mania dell'ordine, della simmetria e una netta propensione per le forme quadrate". Un acerrimo nemico del caos, Poirot, che intuisce subito che dalla lettura del testamento nascerà qualcosa di tragico. E in queste cose l'investigatore belga è infallibile, passano poche ore e il corpo senza vita di un ospite viene trovato. Tutti sono sospettati. È un caso di omicidio che sfugge a ogni logica e in cui mille sfumature si intrecciano: la mezza frase detta da uno dei presenti, la sfrenata avidità dei cacciatori di eredità, un enigmatico verso del Re Giovanni di Shakespeare che racconta di un "gioiello di una vita", di una "vita rubata", di una "mano sacrilega".
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Anno edizione:2016
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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roberto basilico 23 novembre 2016
Per la seconda volta mi sono cimentato nella lettura dell'opera dell'autrice che sta portando avanti le storie di Hercule Poirot. Devo ammettere che non ho letto molti libri di Agatha Christie, ma non trovo nessuna differenza tra lo stile narrativo di Sophie hannah e gli originali. Anche in questo ultimo libro sono rimasto incollato dalla prima all'ultima pagina venendo guidato nella ricerca del colpevole in base agli indizi che emergono. non si rimane mai spettatore ma sempre coinvolti nel mistero. Non è da consigliare a chi vuole leggere un thriller superficiale.
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